Come anticipato, questa mattina con una solenne celebrazione eucaristica nel Duomo di Milano, l’arcivescovo mons. Mario Delpini, ha ordinato 29 nuovi preti, 23 seminaristi della Diocesi di Milano e sei religiosi. Alla Celebrazione che ha gremito il Duomo erano presenti oltre ai familiari dei futuri presbiteri, gli amici, i fedeli delle parrocchie dove sono nati e prestano servizio.

Ordinazione sacerdotale: chi sono i nuovi preti

Dei 29 nuovi preti, cinque sono originari del Comasco oppure verranno a prestare servizio nella Diocesi guidata dal vescovo Oscar Cantoni. Nello specifico sono Stefano Chiarolla, 25 anni di Cantù; diplomato, è destinato alla parrocchia di San Gerardo al Corpo e San Giovanni Battista di Monza. Gabriele Corbetta, 30 anni di Carugo; laureato in scienze economiche, è destinato alla Comunità pastorale S. Giovanni XXIII di Canonica d’Adda, Fara e Pontirolo in provincia di Bergamo. Giuseppe Pellegrino, 46 anni di Barlassina; laureato in ingegneria, è destinato a Albavilla, Carcano e Albese con Cassano. Simone Sanvito, 27 anni di Muggiò; diplomato, è destinato a Villasanta in provincia di Monza e Brianza. Infine Andrea Scaltritti, 30 anni di Jerago con Orago; laureato in architettura, è destinato a Castelnuovo Bozzente, Beregazzo con Figliaro, Binago.

Nella stessa mattinata anche in Duomo a Como il vescovo Oscar Cantoni ha consacrato due nuovi parroci comaschi. Si tratta di don Christian Ghielmetti, di Colverde, e che sarà vicario nella comunità pastorale di Lomazzo e di Carlo Morelli, di Morbegno, e che sarà vicario nella Comunità Beato Scalabrini in Como.

Il messaggio di Delpini

Monsignor Delpini durante l’omelia della Messa, concelebrata con il cardinale Angelo Scola e altri 300 sacerdoti, ha ricordato ai nuovi preti che “voi, ordinati per il ministero, siete solo dei servi. Voi siete i servi dell’inquietudine. Voi siete incaricati di quella parola, di quella presenza, di quell’inquietudine che visita il figlio lontano, il figlio fallito, il figlio desolato, il figlio perso nella sua vita dissoluta per suscitare in lui la nostalgia di casa. Voi siete mandati là dove abitano i figli amati per una parola originale e inquietante, per quel rientrare in se stessi che oggi sembra proibito e impraticabile, per quell’invito che convince a conversione perché libera dalla disperazione e annuncia che c’è un Padre che aspetta. Voi siete servi dell’inquietudine che convince al cammino, che propone il rientro a casa e apre alla sorpresa di essere attesi dalla festa che Dio”.

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