Come riporta il Giornale di Lecco, durante un safari in Tanzania una signora è stata sollevata e scaraventata a terra da… un enorme ippopotamo. Difficile immaginare la paura provata dalla turista lombarda…

Disavventura

A confronto, le disavventure di una famiglia Olgiatese che si lamentava per i costantementi danneggiati dati dalle incursioni di alcuni cinghiali nei loro terreni, sembra ben poca cosa. Una donna in questo caso è stata azzannata da un ippopotamo di oltre 2000 chili proprio mentre rientrava nel suo lodge nel parco di Ruaha nel cuore della Tanzania. Protagonista dell’incredibile vicenda una donna oggionese di 48 anni, Luisella De Capitani, moglie del consigliere comunale di maggioranza Davide Bergna, coordinatore di Forza Italia.

Testimonianza choc

Il racconto choc è proprio di Bergna, rientrato da pochi giorni dall’Africa con la compagna Luisella.  “Erano da poco passate le 16 del primo gennaio e insieme alla mia compagna stavo rientrando nel nostro lodge. Avevamo appena salutato una famiglia di amici, quando da un cespuglio limitrofo al sentiero è comparso un ippopotamo. L’animale spaventato a morte dalla nostra presenza ha iniziato a correre verso di lei… In un primo momento ci ha superati apparentemente senza vederci, si è fermato e ci ha fissati. Nella frazione di pochi secondi è accaduto l’inverosimile, l’ippopotamo ha ricominciato la sua folle corsa in direzione della mia compagna che ha compreso il pericolo e ha cercato rifugio in un vicino cespuglio, riparandosi il volto con il braccio”. Un gesto istintivo e provvidenziale allo stesso tempo. “L’animale ha addentato il suo bicipite e con forza l’ha sollevata da terra”.

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Viaggio verso la salvezza

A bordo di una jeep la coppia ha affrontato un viaggio fino al campo di volo per le prime cure. Successivamente è stata trasferita in un’ospedale sempre a tre ore di auto su strade sterrate.«Con il servizio di flight doctor e un piccolo piper attrezzato per il trasporto in barella con un medico abbiamo raggiunto Nairobi in Kenya» . Solo dopo altri due giorni e un terzo intervento la coppia ha avuto la certezza che il braccio era salvo e stabilizzato per poter affrontare il viaggio di rientro in Italia.