Non sembra davvero vedere la luce il progetto di fusione di Como Acqua. Dopo lo stop postelettorale dello scorso anno, con il ‘no’ di grandi Comuni quali Como, Cantù ed Erba, nelle scorse settimane sembrava con le nuove perizie delle SOT di poter arrivare al dunque. Ora in una lettera ai sindaci il Cda della società annuncia, “se si concretizzasse la richiesta”, di essere pronto a dimettersi.

Dal Cda di Como Acqua la lettera ai sindaci

Ormai da quasi un mese si dibatte sulla richiesta di alcuni sindaci emersa all’ultima assemblea di dimissioni dell’attuale Consiglio di Amministrazione della società. Così in una lettera agli stessi sindaci il Cda ha spiegato: “È opinione di questo Consiglio che, se tale richiesta si concretizzasse ora, si interromperebbe il progetto di fusione riavviato. Con l’approvazione del progetto di fusione e l’introduzione delle modifiche statutarie, si definirà la nuova governance societaria. È una decisione che spetta esclusivamente ai soci, ma che il Cda auspica al fine di garantire un lavoro sinergico con la più ampia rappresentanza territoriale, per affrontare le sfide dei prossimi anni. Per quanto sopra esposto il Consiglio di Amministrazione, rimette sin d’ora il proprio mandato all’assemblea dei soci, affinché la stessa provveda alla nomina di un nuovo Consiglio di amministrazione al termine della prima fase dell’iter di fusione (30 giugno 2018)”.

Le tappe dell’iter

Nella stessa lettera il Cda aveva ricordato le tappe necessarie per arrivare in tempo, al 30 settembre prossimo, alla fusione, così come previsto dalla legge. “Partendo dal presupposto che i bilanci di ciascuna società (le SOT, ndr) siano approvati dagli organi amministrativi entro il 31 maggio 2018, di seguito la successiva tempistica:

– perizie di stima revisionate ai fini della determinazione del rapporto di cambio entro il 15 giugno 2018;
– aggiornamento del progetto di fusione/scissione, unitamente alla relazione dell’organo amministrativo che illustra e giustifica la fusione/scissione dal punto di vista giuridico/economico e relativa approvazione da parte dell’organo stesso entro il 25 giugno
2018;
– aggiornamento della relazione dell’esperto sulla congruità del rapporto di cambio ex 2501-sexies C.C. entro il 25 giugno 2018;
– deposito del progetto con la documentazione richiesta dall’art. 2501-septies , presso le SOT prima dell’assemblea, entro il 28 giugno 2018 ;
– assemblea straordinaria intorno al 30 luglio 2018”.

Nel frattempo gli altri gestori provinciali partecipano a bandi milionari…

E mentre a Como ancora si discute di come realizzare questa fusione, gli altri gestori provinciali dell’acqua pubblica in Lombardia e Piemonte partecipano a bandi milionari. All’inizio del mese infatti, per la prima volta 6 delle 8 aziende di Water Alliance – Acque di Lombardia e 8 delle 12 di Water Alliance Acque del Piemonte, le due reti di aziende pubbliche che gestiscono il servizio idrico integrato di Lombardia e Piemonte, lanciano una gara congiunta per un valore di quasi 110 milioni di euro per la fornitura di energia elettrica da sole fonti rinnovabili, con lo scopo di riuscire a fare sistema per ridurre l’impatto ambientale e i costi di gestione. L’obiettivo è soddisfare in ottica green il fabbisogno delle imprese coinvolte e ridurre al tempo stesso l’impatto ambientale, con un evidente saving in termini economici e conseguentemente ricadute positive sulle bollette: l’energia elettrica incide infatti per il 25% sui costi complessivi di gestione del servizio idrico che si traduce in circa 12 euro all’anno per ogni utente servito.

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L’energia servirà ad alimentare i depuratori, le stazioni di sollevamento acque reflue, gli impianti di sollevamento e trattamento acque potabili, fino agli impianti di protezione catodica e per le sedi e gli uffici delle 14 aziende: BrianzAcque, Gruppo CAP (CAP Holding e Amiacque), Lario Reti Holding, Padania Acque, SAL e Uniacque per la Lombardia e ACDA – Azienda Cuneese dell’Acqua, Acquedotto della Piana, Acquedotto Valtiglione, AMC – Azienda Multiservizi Casalese, AMV – Azienda Multiservizi Valenzana, CCAM – Consorzio dei Comuni per l’Acquedotto del Monferrato, SISI – Società Intercomunale Servizi Idrici e SMAT – Società Metropolitana Acque Torino per il Piemonte.

“Un approccio originale al mercato”

“Questa gara rappresenta l’esempio lampante di una gestione interamente pubblica, innovativa ed efficiente. 14 aziende tutte pubbliche che hanno scelto lo strumento della rete tra imprese per costruire un modello di procurement innovativo e sostenibile. Insieme le due reti servono acqua a quasi 10 milioni di cittadini del nord Italia; fare una gara congiunta per 110 milioni di euro di energia green rappresenta sicuramente una novità per il mercato e un modello di nuovo governo della cosa pubblica: approccio originale al mercato, capacità industriale, vicinanza al territorio, trasparenza e sostenibilità” spiega Alessandro Russo, presidente di Gruppo CAP e portavoce della Water Alliance Lombardia.

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