Primi effetti dell’ordinanza anti accattonaggio per il decoro urbano firmata dal sindaco di Como. Dopo le sanzioni ai questuanti nel weekend, anche una polemica da chi aiuta i senzatetto.

Decoro urbano: “I nostri gesti contrari alla nuova ordinanza”

I volontari di WelCom – Osservatorio Migranti Como domenica mattina non hanno potuto, come di consueto, consegnare le colazioni ai senzatetto che dormono sotto le colonne dell’ex chiesa di San Francesco. In un post su Facebook hanno denunciato quanto accaduto. Ecco il testo integrale.

NUOVI ERODI MA SEMPRE UGUALI

“Ieri mattina, come tutte le mattine da più di sette anni, ci siamo recati presso l’ex chiesa di san Francesco a Como per distribuire la colazione (ma soprattutto un’occasione di relazione), alle persone che dormono fuori perché senza casa.

Questa mattina a differenze delle altre mattine ci è stato proibito di farlo perché i nostri semplici gesti sarebbero contrari alla nuova ordinanza del Comune di Como, firmata dal sindaco Mario Landriscina, per ripristinare “la tutela della vivibilità e il decoro del centro urbano”.

Ci è stato detto che fino al 10 gennaio non ci è possibile portare un piccolo simbolo d’amore a queste persone, non ci è possibile perché in vista del Natale non è decoroso.

E allora la rabbia prende l’anima, una rabbia scatenata dall’ipocrisia di chi sputa sui valori più importanti, sulle persone più importanti. Vorresti urlare e dire che questa non è la città che vuoi, che così si aggiunge solo odio in animi già troppo feriti dalla vita, e perché? Con che scopo?

Ci chiediamo di che cosa abbia paura il sindaco della mia città, che cosa gli fa chiudere, sempre chiudere, solo chiudere?

Umiliare, allontanare, emarginare, mi chiedo cosa possa suscitare in questa persone.

Ma ci chiediamo anche in quale specchio si guardino e cosa vedano le persone che continuano ad insultare così i poveri, non comprendendo che il problema non sono i poveri ma la povertà!

A continuare ad allontanare i poveri non si elimina la povertà, la si amplifica, la si fa diventare un nemico, un nemico da combattere.

Se provassimo a guardare in faccia la povertà senza timore, ma solo con il desiderio di sconfiggere lei, non i poveri, allora forse si potrebbero trovare soluzioni e pensieri che possano essere dalla parte dell’essere umano e di un essere umano più dignitoso.

Questo ci sembra allora il Natale: la ricerca di una possibilità, di un’umanità più dignitosa.

Dignità non decoro ci aspettiamo dal nostro sindaco soprattutto a Natale, altrimenti non chiamiamolo Natale!”.

IL GRUPPO COLAZIONI