Nel Consiglio comunale di Grandate è stata bocciata la proposta presentata da “Grandate il mio paese” attraverso cui Dario Lucca ha chiesto di acquistare due defribrillatori che potrebbero salvare la vita in caso di problemi cardiaci.

Bocciata la proposta di acquistare defibrillatori

E’ stato chiesto di stornare i fondi assegnati per il pranzo annuale per gli anziani (3mila euro) all’oratorio a favore dell’acquisto di due defibrillatori da posizionare in Municipio (Centro Civico e Biblioteca comunale) e al Bostigo 2 nei pressi degli ambulatori medici.
L’emendamento è stato bocciato con 7 voti contrari e solo due favorevoli.

Il commento di Dario Lucca

“Tutte le Amministrazioni comunali – ha commentato Dario Lucca – in questi anni stanno facendo a gara per avere a disposizione ogni mezzo possibile per salvaguardare la vita di tutti, in molte città e paesi si sta pensando addirittura di dotarne i condomini, ci si attiva per avere defibrillatori nelle farmacie e nei posti isolati ma popolati, nei centri sportivi di ogni livello, nelle scuole. Facendo solo un semplice giro nel circondario scopriamo ad esempio che a Uggiate Trevano c’è. A Menaggio anche. A Brunate pure. A Montano Lucino certamente c’è . A Cucciago è nel parco. A Mariano Comense non manca come pure a Olgiate Comasco e nemmeno a Casnate con Bernate. A Cadorago è in Piazza Zampiero vicino (per vicino intendiamo 50 centimetri) alla porta dell’Associazione dei “Diversamente giovani”, a un passo dall’edicola, a due dalla cartoleria e forse quattro dal bar. A Grandate invece NO, NON C’È e dopo una proposta semplice, lineare, presa nell’interesse di tutta la cittadinanza sono rimasta basita quando 7 mani si sono alzate per dire “NO”. Questo mi ha fatto pensare di essere precipitata nel Medioevo. In una cittadella circondata da muri e immersa nel suo mondo retrogrado. Francamente, l’ignoranza mi fa orrore e il “NO a prescindere” mi fa leggermente schifo. E mi fa anche un po’ paura”.

“Resta sconosciuto il perché del no”

“Non importa sapere chi ha fatto questa proposta o il perché, importa solo sapere chi ha detto “NO”: Luraschi, Ferrario, Prada, Rocchetti, Bizzotto, Gini e Peverelli A. Gli unici due SI’ sono stati quelli di chi ha fatto la proposta e di chi ha provato sulla sua pelle cosa vuol dire essere ritornato in vita grazie ad un intervento tempestivo.  Il perché dei “NO” ovviamente resterà sconosciuto. Nessuno lo ha spiegato, pubblicamente o privatamente, ma spero che un giorno nessuno di quelli che lo hanno detto o un loro famigliare, possa scoprire sulla propria pelle, la differenza tra avere a disposizione un defibrillatore o non averlo. Chiudo dicendo che per “portare la voce” di qualcuno in qualsivoglia luogo, la condizione necessaria e inderogabile, è innanzitutto che si imparasse ad ascoltarle le voci…di tutti. Anche quelle che non vorremmo mai sentire…” ha concluso il consigliere che promette anche di chiedere delucidazioni al presidente del Consiglio comunale presentando un’interrogazione. 

Il Decreto Ministeriale

Sulla pagina Facebook la Coccinella parlante, altre spiegazioni: “Dal 20 gennaio 2016 è obbligatoria la presenza dei DAE marcati CE per le Società Sportive Professionali e Dilettantistiche, sia dove si svolge attività agonistica che attività sportiva non agonistica (Decreto Ministero della Salute del 24 aprile 2013, pubblicato in G.U. del 20 luglio 2013). Il DM 18 marzo 2011 dispone che in via prioritaria devono essere dotati di defibrillatori semiautomatici esterni a bordo, durante il servizio attivo, i seguenti mezzi: mezzi di soccorso sanitario a disposizione del sistema di emergenza territoriale 118; mezzi di soccorso sanitario appartenenti alle organizzazioni di volontariato, alla Croce Rossa Italiana ed al Dipartimento della Protezione Civile; mezzi aerei e navali adibiti al soccorso e al trasporto degli infermi; ambulanze di soggetti pubblici e privati che effettuano servizio di assistenza e trasporto sanitario. E di valutare l’installazione in:
1) luoghi isolati e zone disagiate (montagna, piccole isole), pur se a bassa densità di popolazione, tenuto conto che “avvenire mediante una distribuzione strategica in modo tale da costituire una rete di defibrillatori in grado di favorire la defibrillazione entro quattro/cinque minuti dall’arresto cardiaco, se necessario prima dell’intervento dei mezzi di soccorso sanitari.”
strutture sanitarie e sociosanitarie residenziali e semiresidenziali autorizzate, poliambulatori, ambulatori dei medici di medicina generale;
2) auditorium, cinema, teatri, parchi divertimento, discoteche, sale gioco e strutture ricreative, stadi, centri sportivi;
3) grandi e piccoli scali per mezzi di trasporto aerei, ferroviari e marittimi, strutture industriali;
4) centri commerciali, ipermercati, grandi magazzini, alberghi, ristoranti,
stabilimenti balneari e stazioni sciistiche; strutture sede di istituti penitenziari, istituti penali per i minori, centri di permanenza temporanea e assistenza; strutture di Enti pubblici: scuole, università, uffici; postazioni estemporanee per manifestazioni o eventi artistici, sportivi, civili, religiosi;
5) le farmacie”.