E’ scontro tra l’Amministrazione comunale e l’Hockey Como. La società, con atleti e genitori, si è presentata ieri sera al Consiglio comunale e il consigliere Alessandro Rapinese si è fatto portavoce del loro disagio.

Hockey Como in aula per protestare

L’inizio del Consiglio comunale di ieri sera ha visto protagonista la questione della chiusura del palazzetto di Casate. Da mesi ormai è scontro tra la società di hockey comasca e l’Amministrazione. Le squadre hanno infatti giocato tutta la stagione a porte chiuse, senza nemmeno i 99 posti aperti al pubblico. Una situazione, scaturita per ragioni di sicurezza, che però ha portato la società ad annullare il Torneo Gosetto che tradizionalmente porta giovani atleti da ogni parte del mondo.

“Avevamo il più vecchio torneo giovanile d’Italia. Il fatto che si facesse a Como era un vanto senza misura. Dopo 28 anni è stato impossibile organizzare l’edizione numero 29. L’anno scorso ad un mese dal torneo si è saputo che c’era un problema di sicurezza al palazzetto e si è fatto il diavolo a quattro per far sì che si potesse onorare un impegno. Questa società dallo scorso anno, da giugno, vi dice che si deve organizzare l’edizione numero 29. Quest’anno l’autorizzazione è arrivata il giorno dopo che loro hanno detto che non erano più in grado di organizzarlo”. Con queste parole il consigliere di minoranza Alessandro Rapinese si è fatto portavoce del disagio della società.

Tante poi le domande poste dal consigliere che vogliono una risposta dall’Amministrazione. “Ci sono delle porte tagliafuoco montate su telai in legno. Ci sono voluti due giorni per fare dei lavori che venivano sollecitati dallo scorso giugno. Non si potevano anticipare evitando che la società fosse costretta a non organizzare il trofeo, arrecando loro un danno economico? Inoltre sono state fatte delle opere pubbliche con soldi pubblici e questi spazi non sono ancora stati concessi alle società: c’è il margine per rivolgersi alla Corte dei Conti. Ritenete inoltre che gli spogliatoi siano sufficienti? Sapete che i bambini si cambiano all’aperto perché non c’è abbastanza spazio? Da ultimo verranno effettuati degli interventi per l’ingresso del pubblico oltre i 99 posti?”.

La risposta dell’assessore allo sport

Al termine della preliminare di Rapinese è quindi intervenuto in risposta l’assessore allo sport Marco Galli.

“Nasco e vivo per lo sport e sono dispiaciuto per quanto è successo e per atteggiamenti e sguardi di odio che non hanno alcun senso. In risposta al consigliere Rapinese no non vanno bene gli spogliatoi che ci sono. I ragazzi hanno il diritto di svolgere lo sport in luoghi belli ma soprattutto sicuri. Quando li ho visti questa sera per un momento ho pensato fossero venuti a ringraziarmi perché quando sono arrivato qui a luglio mi hanno detto che avevo una bella patata bollente per le mani. Al 99% il palazzetto del ghiaccio sarebbe rimasto chiuso. Io e il sindaco abbiamo detto fin da subito che non poteva rimanere chiuso ma andava messo a norma. L’anno prossimo per tutta la stagione avrete il palazzetto aperto con i 99 posti. Sì, sono pochi, ma vi chiedo di capire quanto sia importante iniziare per noi un percorso di messa in sicurezza a 360 gradi”.

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