In una conferenza stampa, i sindacati ieri hanno annunciato la proposta fatta all’amministrazione comunale per la creazione di un centro unico di cottura per le mense scolastiche Como. Luogo papabile per adempiere a questo compito la cucina dell’ex area ospedaliera Sant’Anna.

Mense scolastiche Como: la posizione del Comune

Ad oggi per la cottura dei pasti per le mense scolastiche della città ci sono 17 cucine che servono 43 refettori presenti nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie. Il personale adibito sfiora le 110 unità e si cimenta nella elaborazione di una media che tocca i 4000 pasti giornalieri.

Per sostenere un’organizzazione del genere nei prossimi anni serve una razionalizzazione. Secondo i sindacati quella della cucina dell’ex Sant’Anna sarebbe “Un’opportunità che capita una volta nella vita perché in quel luogo ci sono già tutte le condizioni adatte per la creazione di un centro unico di cottura”.

L’assessore alle Politiche educative Amelia Locatelli è però più cauta: “Ci troviamo nella situazione di non poter dare un parere preciso finché non avremo la risposta degli uffici e il parere giuridico sulla possibilità di mantenere le assunzioni a tempo determinato che rappresentano una quota importante nel sistema mense.

Aspettiamo questo parere e su questo si baseranno le prese di posizione future dell’amministrazione. Sempre nell’ottica della migliore gestione possibile del servizio. È di primaria importanza infatti il mantenimento di un servizio qualitativamente elevato e che sia all’altezza delle aspettative della cittadinanza. Ci interessa tenere viva la tradizione che Como può vantare di portare avanti progetti salutistici in tema di corretta alimentazione anche con progetti dedicati”.

Il consigliere Rapinese: “Hanno fumato troppo”

Di tutt’altro avviso sul tema mense scolastiche a Como è il consigliere di minoranza Alessandro Rapinese che più volte ha chiesto in Consiglio comunale progetti alla Giunta sulla problematica.

“Questa proposta è una follia, credo i sindacati abbiano fumato troppe canne. Personalmente ritengo che la scelta migliore sia razionalizzare ed esternalizzare la mensa. Non capisco perché in un Comune dove si fa fatica a trovare i soldi per sistemare le strade, ci si debba accollare la spesa della mensa scolastica. Perché mai il pubblico dovrebbe cucinare meglio rispetto al privato? Onestamente io non ho mai mangiato meglio nel pubblico che nel privato” ha commentato il consigliere Rapinese.