L’artista comasco Mr Savethewall, al secolo Pierpaolo Perretta, sbarca a Milano con una nuova mostra, “La realtà oltre il muro”. Street artist unconventional, realizza i propri lavori con stencil su cartone che attacca in modo non permanente sui muri con nastro adesivo personalizzato. L’esposizione è aperta al pubblico, nello spazio culturale di via Santa Marta a Milano dal 2 al 31 marzo.

Il tema della mostra

L’esposizione vede un corpus di circa 30 opere fra inedite e storiche che descrivono la poetica non convenzionale dell’artista, il linguaggio diretto e la volontà di trattare temi profondi attraverso un’espressione immediata e apparentemente leggera. Filo conduttore è la denuncia nei confronti della società, del mondo attuale e l’invito a carpire quella realtà che si trova oltre al muro.

La fonte di ispirazione

Quanto ti ha ispirato la città di Como?
“Sono un comasco appassionato ed entusiasta della propria città. Ho da sempre vissuto sulla collina di Cardina, con un affaccio privilegiato sulla meraviglia del primo bacino del lago. Dall’alba al tramonto baciato dal sole, per 30 anni ho potuto vivere di tutti i colori e le sfumature di questo panorama. Da 15 anni vivo e lavoro in centro storico. Come non essere condizionato e, poi, ispirato dalla mia città? Impossibile. Devo aggiungere che le opere che riflettono sulle derive della società contemporanea, sono tutte ispirate a fatti e persone reali incontrati sul mio cammino. Le azioni urbane, però, sono forse le mie “opere” più strettamente legate al territorio. Mettere i fiori nei buchi del centro storico, inventare delle cartoline che denunciassero al Governo centrale la bruttura del cantiere delle paratie, la scultura di Pinocchio in riva al lago e l’installazione del dinosauro nell’area dismessa della ex Ticosa, le reputo quanto di più comasco ci sia nella mia ispirazione alla città”.

L’attaccamento a Como

C’è un luogo di Como a cui sei particolarmente legato artisticamente e se si perché?
“Ci sono luoghi 3 luoghi a cui sono legato per diverse ragioni. La mia casa sulla collina di Cardina, affacciata sulla città e immersa nel verde, perché mi ha aperto gli orizzonti mentali. Mi ha cresciuto nel bello e offerto la consapevolezza della fortuna di vivere in un luogo così meraviglioso. Il mio studio in via Giovio, perché è un luogo non definibile; non è una galleria e nemmeno un atelier. È un porto franco, un crocevia di culture, di scambi internazionali, di conoscenze, esperienze e continua fonte di ispirazione e crescita: una sorta di Factory warholiana (con rispetto parlando). Ed infine l’ex chiesa San Pietro in Atrio, cuore comasco delle mostre d’arte di emergenti ed affermati artisti. Anch’io vi ho fatto la mia prima esposizione personale e ogni mese vado all’inaugurazione delle nuove mostre programmate di anno in anno. Se non ci fosse, bisognerebbe inventarla”.

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Il sogno di Mr Savethewall

Cosa racconterai di nuovo con le tue ultime opere? C’è un tema nuovo al quale ti sei dedicato?
“Le mie nuove opere sono già in giro per la città ma la cosa straordinaria è che nessuno le può vedere. Sto realizzando già da qualche tempo graffiti invisibili agli occhi grazie a vernici trasparenti che reagiscono a particolari lampade. Per questo sto collaborando con un’importante azienda del territorio. La ragione di questa scelta è il mio desiderio di poter esporre nuovamente i miei lavori in strada rispettando la proprietà altrui, come sempre, ma questa volta in modo permanente. Per vederle bisognerà cercarle. Ho in mente un più ampio progetto che potrebbe assumere anche la valenza di “marketing territoriale”. Immaginate se diventassimo la città dove i graffiti sui muri ci sono ma i turisti per vederli dovranno essere muniti di apposite torce, di notte e con una mappa. Chissà! Del resto sono sempre stato un sognatore!”.

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