I volontari di WelCom – Osservatorio Migranti Como domenica mattina non hanno potuto, come di consueto, consegnare le colazioni ai senzatetto che dormono sotto le colonne dell’ex chiesa di San Francesco a Como. Sono infatti stati allontanati dagli agenti della Polizia locale che ha seguito un’ordinanza del sindaco. La notizia, che arriva poco di prima di Natale, ha fatto il giro d’Italia scatenando non poche polemiche.

Sulla questione abbiamo interrogato le forze politiche comasche, chiedendo un loro parere sulla decisione del sindaco di Como, Mario Landriscina.

Cantù – “Noi troveremo punto di incontro coi volontari”

Così il primo cittadino di Cantù, Edgardo Arosio: “Non conosco nel dettaglio l’ordinanza emessa dal sindaco del Comune di Como. Se il provvedimento prevede questo tipo di intervento, è corretto che gli agenti della Polizia l’abbiano eseguito. Se anche a Cantù agiremmo nello stesso modo? Siamo sotto Natale. Il Comandante della Polizia locale e i suoi agenti sono dotati di una elasticità tale da comprendere le diverse situazioni. Se pure l’ordinanza prevedesse anche interventi come quello verificatosi a Como, sono certo che riusciremmo a trovare, nella massima trasparenza e correttezza, un punto d’incontro con i volontari, che fanno indubbiamente un’opera meritoria”.

Erba – “Perdiamo umanità”

Raffaele Erba, candidato alle prossime elezioni regionali per il Movimento 5 Stelle: “Il freddo nel cuore. Qualcuno, in questo ultimo periodo, sta cercando di far crescere nel nostro territorio una certa intolleranza per le fasce deboli. Oggi sono i senza tetto, ieri i migranti, domani vedremo. Se perdiamo la capacità di essere toccati nel profondo da chi è meno fortunato, rischiamo di perdere la nostra umanità”.

Magreglio – “Una scelta vergognosa”

Paolo Ceruti, consigliere comunale di minoranza di Lista civica Magreglio “2014-2019”: “Vergogna: a Como non era mai successo che venisse negato il latte ai poveri. C’è un limite a tutto e questo limite il Sindaco di Como lo ha ampiamnete superato visto che la polizia locale (ma gli agenti non si vergognano?) non ha consentito di distribuire latte caldo ai poveri per far rispettare una sua ordinanza. Non sono cittadino di Como ma non credo ( nonostante tutto) che la stragrande maggioranza dei comaschi ( al di là di ogni voto) sia d’accordo con quel che accade. Che fare? Spetta ai cittadini decidere ma la risposta deve essere forte ed eclatante e raggiungere i media nazionali e coinvolgere chiunque non intenda subire queste aberrazioni. La molla è stata troppo compressa ed è pronta a espandersi. Tra l’altro, il Vescovo di Como, i parroci, i preti e le suore non hanno nulla da dire e da fare? Sono d’accordo con l’ordinanza sindacale? Si son dimenticato del messaggio cristiano? Chi tace acconsente.

Olgiate Comasco – “Perché impedire queste cose?”

Simone Moretti, sindaco di Olgiate Comasco, è perplesso: “Come medico responsabile del 118 Mario Landriscina si è sempre speso per gli altri. Come amministratore comunale, invece, il suo compito è più difficile. Soprattutto, deve riuscire a non farsi condizionare dalla componente più estrema della sua squadra”. Moretti esterna categoricamente il suo pensiero: sì alla tutela del decoro urbano, però non a discapito dei diritti umani. “Noi, a Olgiate Comasco, da anni abbiamo un’ordinanza contro l’accattonaggio. Certamente risulta complesso farla rispettare ma è doveroso provarci. Ad esempio, mi dà fastidio la presenza degli accattoni al cimitero: personalmente, quando li vedo, cerco sempre di accompagnarli all’esterno. Ma dare da mangiare o da bere ai poveri è questione di sensibilità personale, di umanità. Perché impedire queste cose?”.

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Svolta civica: “Non si faccia una caccia al povero”

Sul fronte politico, Svolta Civica per Como ha spiegato: “Non si riduca il proprio operato a una sterile, quanto inutile, caccia al povero, inquadrando il problema non come qualcosa da “nascondere sotto al tappeto” nelle sole festività natalizie, ma come un tema centrale della realtà cittadina”.

Como senza Frontiere

La rete Como senza Frontiere ha creato un evento su Facebook “Bivacco solidale contro chi affama i poveri”. L’appuntamento è per sabato 23 dicembre alle 10 avanti all’ex chiesa San Francesco in largo Lorenzo Spallino 1 a Como. “È necessario riscattare la rispettabilità e la reputazione della città di Como ferita dall’ordinanza del sindaco Landriscina che colpisce i poveri della città impedendo loro non solo di essere nel centro ma addirittura di essere sfamati dai volontari e dalle volontarie che di loro si occupano viste le mancanze e l’incapacità delle istituzioni” spiegano i volontari. “Che vergogna essere additati nuovamente nella stampa nazionale e internazionale a città dei Balocchi ma senza carità e solidarietà a causa di un provvedimento violento perché attacca i più deboli, ingiusto perché pensa solo alla città delle vetrine e non a quella delle persone, inutile perché commina sanzioni economiche inesigibili da persone disperatamente povere, devastante perché mina alla radice la storia e la rispettabilità civile di una città da secoli accogliente. A una città capace di apertura e di solidarietà si vuole sostituire definitivamente quella fondata sulla discriminazione per censo. Chiediamo all’intero Consiglio comunale della città, alle forze politiche, a quelle sindacali, al Terzo settore e a tutti i cittadini e le cittadine di condannare l’ordinanza contro i poveri e di ristabilire la giustizia e la legalità in città e di partecipare alle iniziative che la contrastano. Chiediamo al sindaco di Como Mario Landriscina di ritirare l’ordinanza contro i poveri e di ripristinare la legalità turbata da qual provvedimento ingiusto e disumano. Chiediamo al sindaco di Como di restituire il corpo dei Vigili urbani, impropriamente costretto dall’ordinanza a svolgere rastrellamenti dei poveri in città, ai suoi compiti di custodi del territorio e di presenza autorevole perché interprete delle norme, delle leggi e della giustizia. Per manifestare la reale sensibilità umana della città di Como, la sue cultura millenaria e civile, invitiamo tutte e tutti a partecipare sabato 23 dicembre alle 10 avanti all’ex chiesa San Francesco in largo Lorenzo Spallino 1 a Como al Bivacco solidale, nello stesso luogo dove domenica 17 dicembre, tradendo lo spirito setsso del Natale, è stato impedito dai Vigili urbani, con un atto inqualificabile, ai volontari e alle volontarie di dare cibo a chi ha fame. Como senza frontiere aderisce e parteciperà anche a tutte le altre iniziative nonviolente e solidali che saranno animate in città contro l’ordinanza anti poveri”.