Il presepe in pasticceria è più dolce. Per il primo anno dall’apertura la pasticceria Rovagnati di via Santo Stefano a Mariano ha allestito un presepe. Intanto in laboratorio già si lavora per il tradizionale panettone artigianale che porta in città, ogni anno, un sacco di buongustai.

Il presepe in pasticceria è più dolce

Più di un secolo, trascorso tra il forno del prestino di famiglia e il laboratorio di pasticceria. Quattro generazioni che si sono succedute dietro al bancone del negozio. E ancora oggi parecchio entusiasmo. Per un lavoro: «Che chiede tanto, ma ti dà anche tanto», come sosteneva in un’intervista al nostro giornale Mario Rovagnati, titolare della storica pasticceria di via Santo Stefano.

Un pezzo di storia

 

Il Rovagnati, per i marianesi, c’è sempre stato. Un angolo della vecchia città, dove tornare a gustare i sapori della tradizione come quegli intramontabili cannoncini ripieni alla crema che ne sono diventati il marchio di fabbrica, un po’ in tutta la nostra zona. La storia prese avvio all’inizio del Novecento con Paolo Rovagnati, il prestinaio di Mariano. Poi, due dei cinque figli ne continuarono l’attività e nel 1927 oltre alla panetteria, venne aperto il laboratorio di dolci. Ernesto divenne a tutti gli effetti pasticcere, mentre Cesare scelse di proseguire con il forno.

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Attività di famiglia

 

Oggi Mario, seguendo le orme del padre, gestisce un laboratorio dove lavorano altri due pasticceri, tra cui la figlia Luisa. Al bar ad accogliere i clienti c’è l’altra figlia, Chiara e Mauro, il cognato, insieme ad altri collaboratori, considerati come persone di famiglia. «Mi sento fortunato – precisava – faccio un lavoro che mi piace e con persone che amo. Certo si sta molto in piedi e non ricordo più un Natale in cui sia riuscito a scartare i regali con i miei figli, ma se mi lamentassi farei peccato».