Fiera e combattente, elegante e misteriosa. Una bellezza che attrae e rapisce. Vibrante come l’Africa, quella terra che lei dice di portare con sè in passerella ogni volta che sfila.
Binta Diop ha 18 anni, vive a Mariano Comense, la sua famiglia è originaria di Dakar in Senegal, e frequenta l’ultimo anno del liceo scientifico a Cesano Maderno. Aveva raccontato la sua storia in esclusiva al Giornale di Cantù solo qualche settimana fa.

“Con me sfila l’Africa”. Da Mariano al set di Oliviero Toscani

In sei mesi la sua vita è stata stravolta. E’ una modella tra le più ricercate del momento. Dopo la fashion week oggi si è ritrovata sul set di Oliviero Toscani per la nuova campagna di Benetton. Da quell’incontro fortuito nell’ascensore del palazzo dove abita, oggi è diventata una modella sotto contratto d’agenzia, contesa tra pubblicità di moda, sfilate e casting, tanto da dover iniziare a incastrare lo studio con le proposte di lavoro.

Una bellezza che rapisce

«Forse mi cercano per il mio viso, forse per i miei capelli afro – ci racconta – In qualsiasi modo sfilare mi piace. Mi sento un’altra, anche se nelle esperienze che ho fatto finora ho potuto portare con me sulla passerella la mia identità etnica».
Binta di grinta ne ha da vedere. Lo dicono i suoi occhi, profondi, che non lasciano scampo. A 18 anni si è messa in gioco al cento per cento, supportata dalla sua famiglia, ma spesso sola a dover affrontare prove e nuove sfide, in un mondo competitivo e faticoso come quello della moda.

L’incontro che le ha cambiato la vita

Le carte per riuscire però la giovane marianese le ha tutte. Se ne era già accorto quest’estate il suo vicino di casa, durante quell’incontro in ascensore che diede il via a questa bellissima avventura. Binta era giù di morale, tutti gli dicevano sempre che era destinata a fare la modella, ma l’occasione non arrivava. Un metro e 77 centimetri, 50 chili di peso, dei lineamenti di un’eleganza senza appello, Binta aveva cercato in ogni modo di percorrere questa strada, ma la sua famiglia non aveva i soldi ne per iscriverla a un’agenzia di moda e ne per farle realizzare un book fotografico. E senza un book cercare un lavoro come modella è un’impresa ancora più difficile.
«In famiglia siamo in sei – aggiunge la mamma di Binta, Maty Embaye – Non potevamo permetterci questa spesa. Poi è arrivato Attilio e tutto è cambiato. Non finiremo mai di ringraziarlo perché oggi siamo felici e orgogliosi per quello che sta costruendo nostra figlia».
Sì perché in quell’ascensore, in un caldo giorno d’estate, Binta incontrò il suo vicino di appartamento Attilio Mina, professore di liceo artistico in pensione e fotografo in pratica da sempre, nonché autore di diversi reportage.

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Non aveva i soldi per il book fotografico e poi…

«Mi sono confidata con lui e Attilio si è offerto di scattarmi gratis delle foto per il mio book – continua la ragazza – Ha scelto una location bellissima, in una serra di Mariano Comense, dove mi ha ritratta tra varie essenze tropicali, che richiamassero un po’ le mie origini. Mi ha fornito il trampolino di lancio per buttarmi a capofitto in questa esperienza, aiutandomi anche con le prime sfilate e nella ricerca della prima agenzia con cui iniziare a collaborare».
Gli scatti di Binta, il suo guardo dritto in macchina, la sua tenacia e la voglia di arrivare hanno fatto il resto. «Per ora lavorare nella moda è per me un “Provo” – chiude la modella, sorridendo – Poi si vedrà». Ma intanto le chiamate dalle passerelle di Parigi e Londra stanno già scalpitando.

Laura Mosca