Dopo l’irruzione naziskin di martedì 28 novembre, durante una riunione sui migranti a Como. L’associazione di estrema destra “Veneto fronte skinheads” ha voluto dare una propria spiegazione dell’accaduto.

La versione degli Skinheads

Nel video prende parola il leader dell’associazione Giordano Caracino. “Dopo giorni di confusione mediatica relativamente all’episodio di Como, vogliamo ribadire con la nostra voce le motivazioni reali che ci hanno portato a compiere la nostra azione. Negli ultimi due anni abbiamo attaccato la Caritas, il Partito Democratico e una serie di associazione che si occupano di immagrazioni. L’immigrazione per come è concepita in questi anni è collusa con un sistema criminale, numerose inchieste l’hanno dimostrato. Riteniamo che chiunque si prodighi per agevolare l’immigrazione nella stessa identica maniera in cui si sta manifestando, sia complice di questo sistema criminale che miete vittime innocenti”.

“Ecco com’è andata”

“La nostra è stata un’azione pacifica. Volevamo esprimere il nostro dissenso e punto di vita. I ragazzi sono entrati in questa assemblea pubblica, hanno trovato i portoni aperti. Non c’è stata resistenza e non è stata fatta nessuna violenza. Se ne sono andati senza minacciare nessuno. La gogna mediatica è stata orchestrata ad arte per demonizzarci. Il termine naziskin è inventato di sana pianta e non ci identifica. Noi siamo il Veneto fronte skinheads”.

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