Da Canzo è partita la prima spedizione umanitaria del 2018 in Benin. L’area operativa è stata la Laguna dove sorge Ganvier, città di Capanne su palafitte di 30mila abitanti, senza un medico.

Lo staff era composto da Aldo Lo Curto, medico volontario itinerante, dalla dottoressa Francesca Luisa Brusa e dai medici beninesi Gabriel Gbogbo e Ponce Minhanhouande e dal volontario Michel Minhanhouande, rappresentante di una Ong locale.

Curati 350 malati

Il dottor Aldo Lo Curt ha spiegato: “Abbiamo visitato e curato circa 350 malati. Il dottor Gbogbo ha anche effettuato estrazioni dentarie, abbiamo offerto farmaci essenziali, materiale medico (termometri, bende, garze, sfigmomanometro, stetoscopio, otoscopio, saturimetro), occhiali da vista, test per la diagnosi rapida della malaria e per il diabete e il mio libro di educazione sanitaria illustrato a fumetti. Abbiamo insegnato ad un operatore locale non medico ad effettuare l’autodiagnosi del diabete. Abbiamo svolto le visite nell’ambulatorio dedicato alla memoria di un amico fraterno, spentosi nel 2015 per un male incurabile. Inoltre sono stati donati dieci letti nuovi e un telo portaferiti alla maternità di ganvier. Altre donazioni: giocattoli, abbigliamento, materiale scolastico e materiale sportivo”.

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Verrà creato un centro di prevenzione e cura dell’ipertensione

“E’ stata rinnovata la borsa di studio semestrale al dottor Gbogbo che, come in passato si impegnerà a tornare ogni 15 giorni nel villaggio di ganvier. Sarà affiancato per tutto il 2018 dal dottor Ponce che verrà gratuitamente ogni 15 giorni come ringraziamento per la sponsorizzazione della sua tesi di laurea. Le operazioni di cataratta bilaterale a cui il dottor Gbogbo si è sottoposto all’inizio dello scorso anno hanno avuto un ottimo risultato, per cui il progetto continua a pieno regime. Quest’anno durante le visite é emerso che un paziente su quattro è iperteso e si è pensato di creare un piccolo centro di prevenzione e cura dell’ipertensione affiancato al dispensario (a fine 2018). Durante il servizio medico abbiamo notato che il tetto del dispensario è danneggiato per cui nel periodo delle piogge l’ambulatorio rischia di allagarsi. Pertanto si cercherà di restaurarlo il prossimo anno”.