Due agenti di Polizia locale sono stati arrestati.

In manette due agenti

Le indagini sono state condotte dai Carabinieri di Como. A finire in manette, ieri sera, sono stati due agenti del Corpo intercomunale di Polizia locale della Bassa e Piana comasca. Si tratta dell’agente Giovanni Castro, 58 anni, e del sovrintendente Mario Verdoliva, 56 anni. Il comando è situato a Guanzate ed è operativo coinvolgendo i Comuni appunto di Guanzate, Fenegrò, Cirimido, Veniano, Lurago Marinone. Oggi, alle 16.30, al Comando provinciale di Como si è tenuta la conferenza stampa in cui sono stati illustrati i particolari dell’operazione.

Chiedevano soldi ai clienti delle prostitute, in cambio niente verbale

L’indagine è scattata grazie a una denuncia di un cittadino residente nell’Olgiatese. Denuncia presentata all’inizio dello scorso mese di ottobre. Fermato una prima volta dai due agenti in servizio per il contrasto al fenomeno della prostituzione, lo stesso individuo è stato fermato una seconda volta. E ancora gli è stato proposto un accordo: pagare meno della multa per evitare il verbale da 400 euro. Poi l’attività di indagine dell’Aliquota operativa. Accertati due episodi. L’ultimo ieri. I militari, in borghese, hanno tenuto sotto controllo i movimenti dei due agenti. La pattuglia era in servizio intorno alle 15.30: tre agenti, uno lasciato da solo per controlli della velocità a Fenegrò, gli altri due attivi appunto per i controlli sulla clientela del mercato del sesso. E quando i Carabinieri sono intervenuti, lungo la Sp 29, uno dei due agenti aveva appena intascato 50 euro da un cliente delle prostitute.

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“Lo facciamo per aiutare il prossimo”

I due agenti  – un sovrintendente e un agente – hanno tentato di giustificarsi, dicendo che si erano fatti dare solo 5 euro. In realtà, dopo essere stati seguiti dai Carabinieri, hanno cercato di disfarsi dei 50 euro, entrando in bar, probabilmente per spenderli. Si sono giustificati dicendo che lo facevano per bontà, quindi per aiutare il prossimo. La tattica utilizzata dai due uomini della Polizia locale era sempre la stessa. La proposta di mettersi d’accordo per non far scattare il verbale, e la pesante sanzione, veniva fatta solo a persone non residenti nella zona. Soprattutto, c’era anche la valutazione della persona cui chiedevano i soldi. Quindi la somma richiesta variava in base alla tipologia del cliente delle prostitute. I due arrestati sono stati tenuti d’occhio dai Carabinieri per quattro mesi. Infine, ieri, arrestati e trasferiti al carcere del Bassone.