Asilo dell’orrore in Brianza: è un quadro inquietante quello che emerge dalle intercettazioni ambientali nella classe dell’asilo di Varedo dove insegnava la maestra finita agli arresti domiciliari con l’accusa di maltrattamenti. Lo riporta il giornaledimonza.it

Asilo dell’orrore in Brianza | Le intercettazioni nell’aula dei maltrattamenti

“Sciocco”, “Stupido”, “Non capisce niente questo qui”, in un caso anche “Vai al cimitero”. Sono solo alcuni degli epiteti utilizzati dalla maestra nei confronti dei piccoli, tutti di età compresa tra i 4 e 6 anni, che quando stavano con lei vivevano – secondo quanto ricostruito nell’indagine – in una condizione di timore, sottomissione e costrizione.

L’insegnante, 45enne italiana, era solita ripetere ai bambini “Sparisci” e “Vattene”. Parole che spesso venivano accompagnate da colpi più o meno forti anche alla testa, strattoni e spinte. GUARDA IL VIDEO 

La maestra aveva già subito un procedimento disciplinare

L’indagine, lo ricordiamo, è partita da diverse segnalazioni fatte al dirigente scolastico da parte di alcuni genitori di una scuola di Varedo. Le segnalazioni riguardavano appunto presunti maltrattamenti ai danni di alcuni bambini della scuola.

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Dopo la denuncia ai Carabinieri da parte del dirigente scolastico, sono scattate le indagini, anche attraverso intercettazioni ambientali e filmati. La donna che già in passato, in un altro istituto, aveva subito un procedimento disciplinare è stata sospesa dall’incarico ancora prima della conclusione degli accertamenti. Ora è agli arresti domiciliari.

Si torna a parlare di telecamere

Intanto si torna a parlare di telecamere all’interno delle scuole. C’è chi le chiede a gran voce, come ad esempio il Codacons, e chi si dice contrario come il Sindacato Psicologi, intervenuto recentemente su una vicenda analoga.