Deferite 130 persone per aver favorito l’immigrazione clandestina a Como. Nelle prime ore di questa mattina, la Polizia di Stato di Como ha inoltre eseguito un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere nei confronti di due persone.

Immigrazione clandestina

Tutto ha avuto inizio, nel marzo 2016, a seguito della denuncia sporta da un cittadino straniero nei confronti di Touati Rafik. Sergio Papulino, nuovo dirigente della Squadra Mobile di Como, ha spiegato: “Touati “aiutava” gli stranieri ad avere un permesso di soggiorno falso in cambio di denaro. Per farlo si avvaleva anche della collaborazione di 26 datori di lavoro fittizi, tutti italiani e di Elia Filippo (già detenuto in carcere a Monza per una rapina, ndr) che era uno tra coloro che si fingevano datori di lavoro”.

Touati

Il tusino arrestato, che ora si trova in carcere al Bassone, aveva dei precedenti analoghi datati 2011. Attraverso queste pratiche sarebbe addirittura riuscito a spedire in patria circa 200mila euro. Abitava regolarmente a Como e aveva un lavoro in città sulla cui veridicità stanno indagando le Forze dell’ordine.

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130 iscritti nel registro degli indagati

“Altri soggetti – ha continuato Papulino – hanno avuto un ruolo marginale. Alcuni si occupavano ad esempio della trasmissione telematica all’Inps e della produzione di documenti”. In totale sono 130 di cui 26 datori di lavoro.

Ordinate 13 perquisizioni

Oggi, oltre alle due misure cautelari, sono state ordinate 13 perquisizioni. Di queste a Como e Provincia ne sono state eseguite 7, altre due invece a Rimini. Quattro persone al momento non risultano invece reperibili. “Abbiamo trovato dei documenti legati ai contratti di lavoro falso. Abbiamo sequestrato a questi soggetti telefoni e pc che verranno controllati” ha precisato Papulino.

“Riteniamo – ha fatto notare l’ispettore Fernando Capobianco – che questa situazione vada avanti da qualche anno. Le nostre indagini si sono concentrate su due anni, ma non escludiamo che si siano verificate anche in passato”.