Profughi Como: dentro la tendopoli di via Val Mulini.

Profughi Como: in tenda a zero gradi

Questa mattina presto la colonnina di mercurio raggiungeva gli zero gradi. Ora qualcuno di più, ma non molto di più. Non c’è granché da star comodi nella tendopoli di via Val Mulini, di cui s’è dibattuto proprio ieri sera anche in Consiglio comunale.

Com’è possibile che in quella trentina di tende all’addiaccio, sotto all’autosilo vicino all’ex ospedale, possano vivere almeno altrettanti richiedenti asilo? A chiederselo non è soltanto la politica.

I “campeggiatori”

Poca voglia di parlare fra i “campeggiatori”, che a fatica fanno capolino dalle tende in cui sono asserragliati per proteggere il poco calore. Maurice ha 26 anni e viene dal Gambia: “Sono arrivato una settimana fa, per mangiare vado alla Caritas, ma il resto del tempo lo passo qui”.

Ogni tanto, anche qualche rissa, come quella della settimana scorsa. Del resto le condizioni sono proprio al limite: l’accampamento è del tutto illegale. “Le tende? Le ha date la Chiesa – prosegue Maurice – ogni tanto vengono anche dei volontari a controllare se stiamo bene”.

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Giorni contati

Fra materassi accatastati e panni stesi sulla recinzione, la tendopoli sembra comunque avere i giorni contati. Un po’ per il freddo, un po’ perché la Questura dovrebbe intervenire su indirizzo della Prefettura, sollecitata dall’Amministrazione comunale.

“Vogliamo evitare uno sgombero forzato, prima che la situazione degeneri”, ha assicurato ieri sera in Consiglio il sindaco Mario Landriscina, frontman di una coalizione che vede insieme la civica Insieme, Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. Ma forse il limite è già stato superato.