Confartigianato Como si unisce alla battaglia dei colleghi varesini per la proposta di legge “Aree di Confine”.

Aree di Confine, colmare quel gap tra Italia e Svizzera

Il problema è annoso: la dura vita dei lavori e delle imprese delle aree di confine. I primi con stipendi nettamente inferiori a quelli dei colleghi ticinesi, a meno di 20km di distanza, le seconde gravate da una fiscalità italiana che certo non aiuta a renderle competitive rispetto a quelle elvetiche. Così poco più di un anno fa Confartigianato Varese si è messa al lavoro, agendo da gruppo di pressione e di proposizione per il progetto di legge “Aree di Confine” che punta ad erodere il gap con la vicina Svizzera. Progetto che ha interessato anche la politica, ovviamente, e tenuto banco durante l’ultima tornata elettorale.

Stipendi “svizzeri” per i lavoratori di frontiera

Tra le varie iniziative contenute nella proposta di legge, la più importante è senz’altro la revisione della fiscalità. Un regime fiscale incentivante con una riduzione della base imponibile dal 70% al 50% in 5 anni. Per fare un esempio, nel caso di un lavoratore con reddito di 30mila euro una riduzione del 70% equivarrebbe a 2650 euro in più. Questo per i lavoratori delle aziende italiane che si trovano entro i 20km dal confine elvetico. Un’area che, per Varese e Como, comprende 158 Comuni (di cui 84 entro i 10km).

Leggi anche:  W La Scuola termina domani, ecco come ricevere i premi

L’asse Varese-Como

“Con Como alziamo l’asticella a sostegno di un intervento che il legislatore non potrà più trascurare”, ha dichiarato Davide Galli, presidente di Confartigianato Imprese Varese. Impossibile far finta di nulla, anche per il valore dell’economia locale: le due Provincie insieme ospitano più di 118mila imprese e un milione e 500mila abitanti. “Si tratta della strada più agevolmente percorribile”, ha aggiunto il direttore generale di Confartigianato Imprese Varese Mauro Colombo. Un asse che, conclude Marco Galimberti, presidente di Confartigianato Como, rappresenta “un segnale importante di condivisione degli obiettivi e del senso stesso di una norma che punta a tutelare il tessuto produttivo locale, frenando la pericolosa china della desertificazione aziendale che riscontriamo in tutti e due i territori“.