Fuga di medici dagli ospedali pubblici, GiornalediMantova.it ne ha parlato con Danilo Mazzacane, segretario generale Cisl Medici Lombardia.

Fuga di medici dagli ospedali pubblici

Lodi, con le dimissioni in blocco di tre ginecologi, Codogno con la chiusura della sala parto, Como, con 30 professionisti che al Sant’Anna hanno avanzato le proprie dimissioni. E ancora concorsi pubblici ospedalieri andati deserti a Monza e Brianza. Cosa sta succedendo? A cosa è dovuta questa emorragia di medici che fuggono dagli ospedali lombardi o disertano i concorsi?

Ginecologia in sofferenza generale

“La situazione non è imputabile esclusivamente al Maggiore di Lodi, l’anno scorso al Sant’Anna di Como ci sono state circa 30 persone che in blocco hanno presentato dimissioni o chiesto mobilità, in quel caso la direzione non ha potuto accettarle, ovviamente, perché significava chiudere l’Ospedale. Teniamo inoltre presente, per ciò che concerne il caso specifico di Lodi, che non è un caso che la maggior parte dei problemi riguardino proprio i ginecologi” spiega Mazzacane. “Ciò dipende da una serie di fattori, primo fra tutti l’alto costo delle assicurazioni che un ginecologo che opera in sala parto deve affrontare, cifra che si aggira intorno ai 18mila euro annui. A questo si aggiunge il ventaglio di problematiche relative all’impiego presso gli ospedali pubblici, che da una decina d’anni allontana numeri significativi di medici dalle corsie ospedaliere”.

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