Dati particolari quelli presentati dalla segreteria della Cgil questa mattina a Como sul tema lavoro e tutele. E’ cambiato il volto e i servizi offerti dalla sigla sindacale perché cambiati sono i lavoratori che si iscrivono alla Cgil.

Lavoro e tutele: niente più solo “garantiti”

Sono stati 40mila circa gli accessi alle sedi della Cgil della provincia di Como nel 2017. Di queste circa 35mila erano rivolte al patronato ma quasi 13mila erano pratiche di sostegno al reddito, di cui ben 5mila di richieste Naspi, ovvero assegno di disoccupazione. Un dato che vede un +25,6% rispetto al 2016. Inoltre il CAAF ha elaborato quasi 55mila pratiche di assistenza fiscale, tra cui più di 8mila richieste di ISEE. Ma cosa significa tutto ciò?

“In questi anni abbiamo visto cambiare il lavoro dei sindacati perché è cambiata la nostra utenza e le richieste – ha spiegato il segretario Giacomo Licata – Oggi non ci si iscrive più al sindacato per la condivisione di un indirizzo politico, come accadeva in passato. Oggi le persone sono fragili e subiscono le disuguaglianze e hanno la necessità di tutelarsi e orientarsi nella burocrazia statale. Per questo abbiamo deciso di investire in servizi di tutela alla persona”

Ad iscriversi al sindacato e a necessitare della loro “protezione” non sono più insomma solamente i “garantiti”, i lavoratori dipendenti con il contratto a tempo indeterminato. Il 2017 della Cgil comasca si è chiuso con un +53897 di iscritti. La categoria con il maggiore aumento di iscritti però è la Filcams che segue i lavoratori del terziario (servizi, commercio, turismo). “Si tratta di settori dove non ci sono contratti nazionali e contrattare è difficile – ha sottolineato Licata – Questi dati ci dimostrano che a noi oggi si rivolgono i lavoratori più fragili e senza tutele: precari e stagionali ad esempio”.

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La crisi colpisce ancora

Malgrado segnali positivi a livello macroeconomico, il segno “+” non si traduce in un valore positivo a livello occupazionale e nella qualità del salario. Aumentano i contratti di lavoro ma diminuiscono quelli a tempo indeterminato. Uno specchio di quanto accade è l’ufficio vertenze legali della Cgil dove nel 2017 sono state aperte 1053 pratiche  tra recupero crediti, violazioni contrattuali, consulenze e procedure concorsuali. “In questi anni è rimasto costante il numero di vertenze individuali che ci sono arrivate – spiegano dalla Cgil – Il fenomeno delle chiusure aziendali invece, a differenza degli anni bui della crisi in cui a fallire erano le grandi aziende, oggi sono le piccole imprese che non ce la fanno”.

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