Mense scolastiche Como verso la privatizzazione di una parte del servizio? Sembra proprio così. E purtroppo da questa scelta dipende anche il destino di una cinquantina di dipendenti che oggi lavorano per questo servizio. Da settembre infatti potrebbero rimanere a casa.

Mense scolastiche Como: la situazione

Nelle scorse settimane i sindacati avevano lanciato l’allarme sulla situazione del servizio mensa nelle scuole di Como. La necessità di razionalizzare e risparmiare su questo servizio infatti richiederebbe la privatizzazione di una parte del lavoro che oggi svolgono dei dipendenti comunali. Dipendenti a tempo determinato, con scadenza di contratto a giugno. Proprio a questa cinquantina di persone potrebbe non essere rinnovato il contratto a settembre.

“Ci è arrivata comunicazione che l’Amministrazione avrebbe deciso di appaltare una parte del servizio a partire da settembre – spiega Alessandra Ghirotti della Cgil di Como – Si tratta del servizio dei pasti ‘trasportati’, ovvero quelli preparati in punti di cottura scollegati dagli istituti scolastici. Siamo molto contrariati da questa scelta, avremmo voluto l’Amministrazione salvaguardasse i posti di lavoro. Per questo avevamo portato avanti la proposta del punto unico di cottura“. Proposta che però non aveva trovato l’appoggio di una parte delle minoranze in Consiglio comunale.

La posizione del PD

Estremamente critica la posizione dei rappresentanti dem in Consiglio comunale a Como. Il consigliere Patrizia Lissi aveva infatti chiesto aggiornamenti sulla situazione proprio lunedì sera: “Nell’ultima seduta di consiglio comunale avevo chiesto di sapere che ne pensasse l’amministrazione comunale della proposta del punto unico di cottura per le mense scolastiche comasche, avanzata dalla Giunta Lucini, e se ci fossero stati incontri con la direzione ospedaliera del Sant’Anna, per l’utilizzo della vecchia cucina, per capire se si stava proseguendo sul percorso. Ma come sempre dal centrodestra non viene mai data risposta e anche l’altra sera ho dovuto accettare il mutismo di chi ci governa a Como”.

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E aggiunge la rappresentante dem: “Vogliamo che ci dicano esattamente che intenzioni hanno, se ascolteranno il sindacato sulla proroga, come pensano di gestire il problema dei dipendenti a tempo determinato. E soprattutto, perché non sono state fatte commissioni su questi argomenti così delicati. Non mi pare che quella del Comune di Como sia una gestione democratica. Ma io insisto: chiederò subito la convocazione urgente della Commissione Politiche educative per chiarire ogni singolo punto”.

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