Sciopero edilizia a livello nazionale indetto per l’intera giornata di lunedì 18 dicembre.

Sciopero edilizia: le richieste

Lavoro, contratto, salute e pensioni sono i temi che saranno al centro dello sciopero nazionale dell’intera giornata per tutto il comparto edile. Una decisione unitaria di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil cui le sigle sindacali sono giunte dopo lo stallo nella trattativa per il rinnovo del contratto, scaduto da quasi un anno e mezzo.

“Avevamo annunciato la mobilitazione qualora le associazioni datoriali non avessero mostrato disponibilità ad un avanzamento nella trattativa. Nel frattempo, abbiamo svolto assemblee nei cantieri per spiegare ai lavoratori le nostre proposte e le difficoltà che abbiamo incontrato nel negoziato. Oggi dobbiamo prendere atto che dalle associazioni datoriali non sono giunte reali disponibilità e aperture” hanno spiegato le sigle sindacali.

Le richieste sono aumenti salariali in linea con gli altri settori e finalizzati anche ad aiutare una ripresa dei consumi al servizio del paese; difesa e riforma delle casse edili a tutela di tutti i lavoratori, contro il lavoro nero e per sostenere le imprese più serie contro la concorrenza sleale e il dumping; più sicurezza sui posti di lavoro, contro gli infortuni e gli incidenti mortali che, drammaticamente, crescono ogni giorno di più; creazione di un fondo sanitario integrativo nazionale per tutelare sempre di più il diritto alla salute e alla prevenzione; potenziamento del fondo integrativo per il pensionamento anticipato, dando la possibilità a chi svolge lavori gravosi di andare in pensione prima e creare così occasioni di lavoro, di qualità, per tanti giovani.

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La morsa della crisi sul comasco

Sul territorio comasco, la crisi degli ultimi anni è stata feroce. “Nel 2008 – spiega Renzo Andreotti, segretario provinciale Fillea Cgil – in provincia si contavano 10mila addetti collegati alla cassa edile. A ottobre 2017 erano 4500. Dopo 10 anni di pena quasi assoluta, registriamo però un segnale confortante, con gli aumenti segnati dalle imprese e della massa salari”.

“Al tavolo – aggiunge Andreotti -, di fronte a Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, siedono ANCE, Confartigianato e CNA. Con l’obiettivo di omogenizzare le casse edili a noi vicine, si sta lavorando a un piano industriale che comprende l’armonizzazione dei costi con Varese, Lecco e Sondrio”.