Lunedì sera in Consiglio comunale la maggioranza ha bocciato la mozione pentastellata sulla mappatura delle barriere architettoniche Como. Gli assessori competenti, Alessandra Locatelli e Vincenzo Bella, hanno spiegato cosa stanno facendo sulla questione.

Barriere architettoniche Como: “Abbiamo già un gruppo di lavoro”

“A partire da agosto abbiamo iniziato gli incontri con alcune associazioni che ne hanno fatto richiesta. Abbiamo ricevuto indicazioni e segnalazioni molto valide sui percorsi sensoriali e le barriere architettoniche che, purtroppo, sono ancora presenti nella nostra città”. Con queste parole è intervenuta il vicesindaco Alessandra Locatelli che in ottobre aveva fatto un tour della città insieme ai rappresentanti dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti.

Ad ogni modo il Piano di abbattimento delle barriere architettoniche (PEBA) è di competenza del settore lavori pubblici. Quindi dell’assessore Vincenzo Bella ha proposto la costituzione di una commissione in grado di valutare le priorità.

Quest’ultimo ha precisato: “Il piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche su aree, spazi ed edifici pubblici deve essere impostato da un gruppo di lavoro costituito con delibera di indirizzo del 23 novembre 2017. Con la delibera si incarica il Segretario di coordinare il gruppo composto da dirigenti e tecnici interni, coadiuvati da professionisti esterni e rappresentanti delle categorie della disabilità. È stato fissato un programma di lavoro preciso. Prevede l’avvio delle attività e una prima relazione metodologica alla Giunta entro fine gennaio 2018 e la produzione di una bozza finale dei documenti entro fine ottobre 2018”.

Locatelli: “In passato solo promesse”

“Il tema delle barriere architettoniche, quindi dell’inclusività e dell’accessibilità universale, è da sempre per me fondamentale – ha sottolineato interpellata il vicesindaco Locatelli – Ho spesso dibattuto, anche aspramente, su questo tema. Ritengo che, una buona amministrazione, si distingua proprio dal tipo di interesse che dimostra per i cittadini più fragili. In passato sono state fatte solo tante promesse, ma la situazione è solo peggiorata. Alcuni esempi sono piazza Volta ma anche il ‘Ponte della vergogna’ a Camerlata”.