Ieri in serata c’è stato il Consiglio comunale a Cantù. Filippo Di Gregorio, capogruppo del Partito Democratico a Cantù ha commentato quanto emerso.

Di Gregorio: “Irrisolutezza della maggioranza”

“C’è qualcosa di definitivo nell’irresolutezza della maggioranza che governa il Comune di Cantù. E si è manifestato ben due volte, ieri sera, durante il Consiglio comunale. Anzitutto nella ormai grottesca vicenda relativa al processo di fusione di Canturina Servizi e Sud Seveso all’interno della società pubblica Como Acqua. Prima sono contrari, poi cambiano parere, poi tornano contrari ma rimandano a un’ulteriore fase di chiarimento. E dire che il Sindaco si era speso espressamente e nettamente in favore del controllo pubblico del servizio idrico. Niente da fare, è bastata una diffida del Sindaco di Barni e un documento di un ufficio regionale (tra l’altro non competente in materia) per fermare il tutto. Macchine indietro: questa fusione non s’ha da fare, né ora né mai. Le ragioni di questa decisione sono oscure, ancor oggi poco trasparenti, e fanno immaginare più motivi di corrente o di lotta tra potentati interni alla destra provinciale che non a sincere cause di preoccupazione per il bene pubblico”.

Discussione sull’Inno di Mameli

“E poi abbiamo avuto l’irritante discussione e l’altrettanto irritante voto sulla richiesta di far risuonare l’inno d’Italia all’inizio del Consiglio comunale. La fiera dell’ipocrisia, a destra, ha prodotto un voto contrario, anche tra quei gruppi che più di altri si proclamano patrioti e militanti dell’onore nazionale. Il capolavoro è venuto dal capogruppo della Lega che ha motivato il suo voto contrario con il rispetto per l’inno di Mameli, il cui uso, proprio per questo rispetto, andrebbe limitato ai soli casi indispensabili. Lo stesso è valso per le posizioni imbarazzate di Forza Italia e Cantù sicura. – Amano a tal punto l’inno d’Italia che meno lo si sente e meglio è. E dire che esso nacque come inno dei giovani, pronti a morire per la loro Patria, come inno di battaglia, da far risuonare ovunque (persino nella sala del Consiglio comunale di Cantù). Un’occasione mancata per far capire il valore di una politica che anche questa volta si è nascosta, in nome di una confortante quiete tra comprimari”.

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“Uno sgarbo istituzionale”

“A questa confusione complessiva, si è poi aggiunto lo sgarbo istituzionale: la presidente della Provincia, Rita Livio, invitata a partecipare al consiglio, neppure è stata informata che la materia per cui era stata chiamata sarebbe stata ritirata dall’assessore; e, nonostante il nostro espresso invito a farla intervenire, questa possibilità le è stata negata.
Ecco il grande senso dell’ospitalità mostrato dalla maggioranza canturina”. Ha concluso Di Gregorio.