A Como si accendono gli animi dem sul destino dell’ex centro civico di Albate. La struttura rientra tra quelle che il Comune è intenzionato a vendere.

Ex centro civico di Albate: “Verrebbe meno uno spazio pubblico”

Durante l’ultimo Consiglio comunale di Como è stato votato il Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari. Al suo interno è stato previsto l’inserimento dell’ex centro civico di via Giovane Italia, ad Albate. E’ stato deciso che quest’ultimo deve essere catalogato tra gli immobili comunali da porre in vendita, mutandone contemporaneamente la destinazione d’uso urbanistica.

“Ho presentato un emendamento che chiedeva di togliere l’ex centro civico dalla lista degli immobili da vendere, ma è stato respinto dalla maggioranza, ovvero Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lista Insieme – fa sapere Gabriele Guarisco, consigliere comunale del Pd –. L’alienazione comporterebbe il venir meno di uno spazio pubblico, senza che ne derivi un beneficio e questo, per la comunità di Albate, è inaccettabile: considerato che con l’approvazione del Piano è prevista la variazione di destinazione urbanistica dell’edificio per fini residenziali, che cosa ci guadagna il quartiere oltre alla probabile presenza di un nuovo condominio? In consiglio ho chiesto, senza ricevere risposta, se erano stati fatti approfondimenti sulle conseguenze dell’arrivo di nuovi abitanti in una zona, quella di via Giovane Italia e piazza IV Novembre, spesso già congestionata”.

La spesa

E per quanto riguarda l’atteso guadagno dalla vendita, Guarisco fa sapere che “pare serva a sostenere le spese d’investimento che il Comune intende effettuare quest’anno, ma, come è emerso nel dibattito in consiglio, è dubbio che l’alienazione possa avvenire nel 2018, anche perché prima di effettuare l’asta occorrerà in ogni caso chiedere il nullaosta della Soprintendenza dei Beni culturali, trattandosi di un edificio pubblico costruito da più di settant’anni. Che fretta c’è, allora?”.

Sull’edificio un progetto di ComeVoglioComo

Inoltre, aggiunge il consigliere Pd, “nel giustificare la scelta della vendita, la Giunta ha detto che lo spazio è in disuso da alcuni anni: ma finché non lo abbiamo ricordato noi, in consiglio è stata taciuta la proposta, risultata vincitrice del concorso d’idee promosso dal Comune attraverso il progetto ComeVoglioComo, di destinare l’edificio alla realizzazione di un museo della vita contadina, avanzato e appoggiato dalle associazioni locali. La Giunta Landriscina e la maggioranza, mentre destinano più di mezzo milione di euro per due iniziative selezionate sempre attraverso la stessa iniziativa in altri quartieri della città, per Albate fanno una valutazione diametralmente opposta e vendono”.

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