Frontalieri comaschi abbandonati dalla Regione.

L’accusa di Luca Gaffuri

“Siamo alla fine della legislatura e l’amministrazione di Maroni non ha trovato nemmeno una soluzione per il problema dei frontalieri”, dice Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, oltre che segretario della Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica, che in questi anni ha perso man mano consistenza e funzioni. “Bisognava analizzare bene le questioni aperte e trovare loro una soluzione. Ad esempio, uno dei temi che più fanno arrabbiare i ticinesi è quello del traffico. E giustamente, a ben vedere: purtroppo 60mila persone che entrano ogni giorno in un territorio tutto sommato contenuto e probabilmente ciascuna con la propria auto, non sono certo un bene per l’ambiente. Una soluzione c’era e si poteva cominciare a percorrerla, ma il centrodestra, Lega in testa, non ne ha voluto sapere”.

 “Bastava davvero poco”

Gaffuri si riferisce all’emendamento presentato al bilancio di previsione 2018-2020 in cui si chiedeva “intanto di provvedere al finanziamento per lo sviluppo almeno per l’area dell’Olgiatese, dove molti frontalieri vivono, di progetti di trasporto pubblico transfrontaliero. Dopo l’apertura dell’Arcisate-Stabio, è fondamentale investire sul trasporto pubblico dei territori di frontiera comaschi. Inoltre, si poteva studiare l’agevolazione di forme innovative, quello che si chiama car pooling, per la mobilità condivisa di questi lavoratori”. Gaffuri e il Pd non chiedevano somme impossibili: “Si trattava di aumentare di 300mila euro lo stanziamento per i trasporti pubblici, ma il centrodestra ha preferito lasciare la situazione com’è. Non lamentiamoci poi, però, se siamo nel mirino della politica ticinese”.