Il Consiglio comunale di Como si è aperto sulla questione dell’irruzione naziskin all’assemblea di Como senza frontiere. La vicenda anima le minoranze che attaccano l’amministrazione. Non avrebbe preso le distanze in maniera netta dall’episodio.

Irruzione naziskin: condanna delle minoranze

Compatte le minoranze comasche a Palazzo Cernezzi nel condannare l’episodio che ha visto protagonisti degli skinhead.

Il consigliere Vittorio Nessi di Svolta civica ha aperto la seduta affermando: “Abbiamo visto in quel video un’intimidazione fredda, da mafiosi; non c’è stato bisogno di minacciare, ma il messaggio è stato molto preciso. Ci vuole una condanna netta per persone che definirei autistiche, chiuse nei loro muscoli e incapaci di empatia”.

Gli fa eco il consigliere Patrizia Lissi che cita la mancata condanna dell’episodio fatta da Matteo Salvani e chiede spiegazioni al vicesindaco Alessandra Locatelli in quanto avrebbe condiviso la valutazione del segretario della Lega Nord. “Si tratta di ritorni di fascismo, dovuti anche alla vostra politica di odio” ha accusato il consigliere del Pd comasco.

Lo stesso capogruppo del Pd di Como, Stefano Fanetti, ha accusato l’amministrazione Landriscina di un “atteggiamento troppo timido nella condanna a questo episodio. Per questo ha chiarito: “Depositeremo una mozione per ottenere una condanna di questa azione e la solidarietà alla rete Como senza frontere dal sindaco”.

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Meno di pancia le risposte pentastellate e civiche. Il consigliere del M5S Fabio Aleotti ha commentato: “E’ diventata una vicenda troppo politicizzata, cavalcata da tutti per avere consensi da una o l’altra parte. Ritengo comunque che gli estremismi non vadano combattuti, ma prevenuti, con uno Stato presente che dia risposte, stando vicino ai bisogni dei cittadini. Credo siano fenomeni da tenere sotto controllo per un aumento sintomatico di questi fenomeni”.

–> IDENTIFICATI GLI SKINHEAD

Bruno Magatti di Civitas ha concluso, per quel che riguarda le minoranze: “Quello che oggi è una piccola cosa, domani può essere un grande problema da non sottovalutare. Quello che è necessario è che tutti i rappresentanti delle istituzioni diano un segno netto di distacco”.

Concisi gli interventi della maggioranza; il consigliere leghista Claudio Borghi ha confermato “l’atteggiamento sgradito” tenuto dagli skinhead a Como senza frontiere ma che sarà la magistratura ad accertare il resto. Chiude il consigliere forzista Antonio Tufano con una “condanna netta” di quanto accaduto.