Svolta Civica per Como entra in merito agli episodi segnalati dai volontari di WelCom – Osservatorio Migranti Como che domenica mattina non hanno potuto, come di consueto, consegnare le colazioni ai senzatetto che dormono sotto le colonne dell’ex chiesa di San Francesco. I volontari, seguendo un’ordinanza del sindaco Mario Landriscina, sono stati allontanati dagli agenti della Polizia locale.

La posizione di Svolta Civica

“Svolta Civica – spiegano in un comunicato – concorda sull’esigenza di contrastare i fenomeni più gravi che compromettono il decoro e la sicurezza della città. Per questo ha approvato una delibera in Consiglio comunale che dava mandato al sindaco di coniugare un’azione tesa al rispetto della legalità a un’altra, altrettanto importante, in cui si è espressa nero su bianco la necessità di “promozione dell’inclusione, della solidarietà sociale mediante azioni e progetti per l’eliminazione dei fattori di marginalità, anche valorizzando la collaborazione con enti e associazioni operanti nel privato sociale, in coerenza con il Piano nazionale per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale”. L’aspetto patologico del fenomeno in questione è costituito dal racket che controlla alcuni tra i mendicanti colpiti dalla ordinanza e, se questo va combattuto con tutte le nostre forze, è fondamentale per l’amministratore pubblica operare la distinzione tra il povero e il delinquente. L’ordinanza sindacale emessa nelle ultime ore risulta parziale e, fatto grave, non dà seguito al mandato che l’aula consiliare ha dato al sindaco con un voto espresso all’unanimità dei presenti”.

“Non si faccia la caccia al povero”

“Per questi motivi invitiamo il sindaco a integrare le azioni intraprese dall’amministrazione nella direzione di una seria opera di contrasto al fenomeno della povertà e a non ridurre il proprio operato a una sterile, quanto inutile, caccia al povero, inquadrando il problema non come qualcosa da “nascondere sotto al tappeto” nelle sole festività natalizie, ma come un tema centrale della realtà cittadina”.