Ipoacusia che cosa è e come si cura? Non sentirci può costare caro. In Italia il danno economico causato dalla malattia «costa» 21 miliardi di euro; ecco come comportarsi. Isolamento e difficoltà di comunicazione fino alla depressione con perdita di produttività sul lavoro e nel rendimento scolastico. I disturbi dell’udito sono invalidanti e se trascurati anche molto cari. L’ipoacusia non trattata costa 750 miliardi di dollari l’anno, una cifra pari al Pil di un Paese come l’Olanda e alla somma della spesa sanitaria di Brasile e Cina. E si stima superi 21 miliardi di euro l’anno in Italia e 178 miliardi di euro in Ue. A calcolarlo è l’Organizzazione mondiale della sanità.

Impatto economico e non solo

«Ogni anno si perdono 750 miliardi di dollari nel mondo e oltre 21 miliardi di euro solo in Italia per disturbi dell’udito non trattati. Uno spreco uditivo enorme che impressiona ma che non deve sorprendere – afferma Carlo Antonio Leone, presidente della Società italiana di otorinolaringologia e chirurgia cervico-facciale, contattato da ADN Kronos – L’udito svolge un ruolo centrale nella vita delle persone e ignorare eventuali deficit può avere un grosso impatto a livello socio-economico». «I problemi dell’udito – prosegue Leone – rendono difficile comunicare e possono favorire isolamento e depressione, determinando anche un possibile aumento del consumo dei farmaci antidepressivi. Da non sottovalutare poi l’impatto che l’ipoacusia può avere a scuola e sul lavoro, influenzando negativamente le performance e determinando in alcuni casi il pensionamento anticipato. Inoltre i deficit uditivi possono accelerare negli anziani il decadimento cognitivo e aumentare il rischio di cadute».

Ipoacusia che cosa è e come si cura

La patologia può colpire adulti e bambini innalzando barriere sociali diverse ma drammatiche allo stesso modo. Nei bambini, spiegano gli esperti, l’udito è fondamentale per acquisire il linguaggio: i disturbi durante l’infanzia e l’adolescenza possono causare riduzioni nella capacità di attenzione e di concentrazione, difficoltà di lettura e di comprensione, con conseguenze negative sul rendimento scolastico. Negli adulti prendersi cura dell’udito può ridurre il rischio di isolamento e di depressione e scongiurare la probabilità di declino cognitivo. Sul lavoro poi le stime indicano come una persona con difficoltà uditiva abbia il doppio delle probabilità di essere disoccupato.

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Agire precocemente

«E’ essenziale agire precocemente per curare l’ipoacusia e ridurne l’impatto – osserva Leone – Alla nascita gli screening uditivi dovrebbero diventare la prassi. I controlli audiologici periodici sono poi fondamentali non solo tra i più anziani, ma anche nella fascia d’età tra i 40 e i 65 anni». Più di 6 casi di ipoacusia su 10 potrebbero essere evitati se venissero adottate adeguate misure preventive, spiegano gli esperti. “In caso di un’ipoacusia riconosciuta, anche di medio grado, è opportuno ricorrere alle più opportune soluzioni uditive: praticamente invisibili e ipertecnologiche le protesi moderne sono capaci di restituire le capacità uditive, migliorando la qualità di vita delle persone».

Come prevenire

Per prevenire l’ ipoacusia occorre muoversi su 5 linee d’azione: alla nascita gli screening uditivi devono diventare la prassi per riconoscere fin da subito un eventuale disturbo; diffondere iniziative di informazione e sensibilizzazione sul benessere uditivo nelle scuole italiane per educare i più giovani a proteggere il proprio udito; sottoporsi a un controllo audiologico almeno una volta all’anno; intervenire con la più opportuna soluzione uditiva, personalizzando l’apparecchio anche in caso di un’ipoacusia di medio grado; importanza di un servizio di qualità e di un approccio multidisciplinare al disturbo uditivo, perché l’ipoacusia può spesso associarsi ad altri problemi di salute come depressione, diabete, declino cognitivo e rischio di cadute.