Coach Marco Sodini, capo allenatore della Pallacanestro Cantù, ha commentato la vittoria sull’Happy Casa Brindisi che è valsa ai brianzoli la qualificazione ai playoff.

Pallacanestro Cantù Sodini festeggia i playoff

“Finiamo settimi, davanti a Virtus Bologna, Sassari, Cremona, Reggio Emilia, Torino… mi dispiace soltanto che non siamo riusciti a superare Varese. Però, francamente, chi l’avrebbe mai detto all’inizio della stagione? Io mi ricordo che tutte le testate giornalistiche nazionali ci davano tra il quattordicesimo ed il sedicesimo posto: le ottimiste quattordicesimi, le più pessimiste ultimi. E le pessimiste erano molte di più”.

“Il mio ringraziamento va prima di tutto a Cantù e come tale intendo la città di Cantù: piano piano abbiamo riportato al palazzetto tante “formichine”. Non vi lasciate ingannare dalla giornata odierna, dove sul numero degli spettatori ha influito la partita di calcio trasmessa in televisione tra Juventus e Milan, il tifone e la gara in un giorno feriale. Comunque sia, quelli che sono arrivati oggi a Desio ci hanno spinto tutti insieme a rappresentare la storia canturina. Adesso ai playoff, contro Milano, abbiamo l’occasione di riempire nuovamente il palazzetto per la stessa partita”.

“Playoff? Non avremo le armi degli altri ma ce le inventeremo”

Il coach della Red October ringrazia poi tutto il personale della società: dallo staff tecnico, a quello medico. Dall’ufficio comunicazione, alle segretarie. Ma il ringraziamento più grande di Sodini va alla squadra: “Non me ne vogliano gli Eagles ma il ringraziamento più importante va ai miei giocatori. Dal primo all’ultimo: da quello che non ha mai messo piede in campo, oppure per pochi secondi, a quelli che hanno portato la carretta per 40’. A quelli che hanno avuto degli infortuni, a quelli che non ne hanno avuti. A chi è stato protagonista in una partita, a chi non lo è stato. Loro, i miei giocatori, sono stati protagonisti della canturinità vera”.

Leggi anche:  Pallacanestro cantù Carluccio Cattaneo premiato

“Playoff? Non avremo le armi degli altri ma ce le inventeremo. Come al solito, per batterci dovranno abbatterci. Siamo invitati al ballo delle debuttanti e abbiamo tantissimi debuttanti perché pochi giocatori della mia squadra hanno fatto i playoff ad alto livello. Io per primo non li ho fatti. Ma per questo non vuol dire che la prima volta deve essere sempre deficitaria. Milano e Venezia sono due squadre costruite per il titolo, ma prima dovranno passare su di noi”.

TORNA ALLA HOME E GUARDA TUTTE LE ALTRE NOTIZIE IN MENU