Finalmente è andata in onda anche in chiaro, su Tv8, la puntata comasca di 4 Ristoranti di Alessandro Borghese. Vincitore della puntata Massimo Croci con il suo Crotto del Sergente di Como. Ecco cosa ci ha raccontato di questa esperienza ma anche e soprattutto della sua cucina.

4 Ristoranti a Como: “Tanto lavoro in più”

“Da quando è andata in onda la puntata su Sky Uno il lavoro è aumentato. Il giorno dopo è andato completamente in tilt il nostro sito web per le tante prenotazioni arrivate”. A poco più di tre mesi dalla messa in onda su Sky Uno della puntata girata a Como del programma di Alessandro Borghese, 4 Ristoranti, è lo stesso vincitore, Massimo Croci del Crotto del Sergente di Como a raccontarlo. Un beneficio di cui non ha goduto solo il primo classificato, ma anche gli altri ristoranti partecipanti: Ristorante Villa Belvedere di Argegno, La cucina della Marianna di Griante Cadenabbia e il Ristorante Imperialino di Moltrasio. “Sono rimasto in buoni rapporti con gli altri concorrenti e anche loro hanno notato l’aumento di clienti. Ancora oggi tanta gente arriva da noi perché ha visto la puntata su Sky Uno”. Insomma, oltre alla pubblicità per la città e per il Lario, dei quali sono state fatte bellissime riprese per gli esterni della puntata, benefici economici anche per i quattro ristoranti in gara. Un successo su tutta la linea.

Il ristorante e il legame con i prodotti del territorio

Massimo, ci parla del Crotto del Sergente e di cosa significa questo ristorante per lei?
“Il nostro Crotto nasce nel 1733, era un luogo dove si mantenevano freschi gli alimenti, una specie di frigorifero dell’epoca. Poi nel 1880 questo luogo è diventato un’osteria e tale è ancora oggi. Io lavoro qui dal 1999, prima da dipendente, poi l’ho acquistato con alcuni soci. Ho sempre creduto in questo locale e alle sue potenzialità e per questo ci metto l’anima. Faccio questo lavoro da 42 anni, è la mia grande passione”.

Al suo ristorante si mangia la vera cucina lariana. Purtroppo sono in pochi a proporla ormai…
“Sotto questo aspetto posso dire di essere un estremista. La nostra cucina vuole valorizzare i produttori e quindi i prodotti del territorio. Purtroppo nella nostra città accade poco. Non è una scelta facile, richiede tanto impegno: io vado di persona dai contadini, dal pescivendolo o dal macellaio a prendere i prodotti. Per dire, usiamo solo olio del lago di Como. Purtroppo la nostra città non fa turismo enogastronomico come invece accade in molte altre parti d’Italia”.

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Come è nata l’idea di partecipare al programma?
“Per la verità ci hanno chiamato loro. Hanno fatto una prima selezione dei ristoranti che potevano interessare, poi ci hanno fatto dei casting e alla fine ci hanno scelto. E’ stato davvero inaspettato ma anche molto bello. La trasmissione è assolutamente veritiera, è accaduto tutto come si è visto in tv”.

“Alessandro Borghese, conquistato con la Porchetta del Crotto”

E Alessandro Borghese? Che tipo è?
“Anche lui è proprio come si vede in televisione. Il giorno delle riprese mi avevano detto di farmi trovare alle 11.30 vicino al Tempio Voltiano, non sapevo assolutamente nulla di cosa sarebbe successo. Lui è arrivato con la troupe e mi ha subito messo a mio agio. E’ una persona davvero affabile e molto preparata a livello ristorativo. Inoltre è simpatico, abbiamo parlato di tante cose e anche con i fan si è reso molto disponibile”.

E’ stato lui a ribaltare le sorti della gara e a farvi vincere. Come lo avete conquistato?
“Credo con la nostra semplicità ma anche la passione con cui facciamo questo lavoro. Noi sicuramente eravamo svantaggiati a livello di location, essendo gli unici senza la vista del lago, quindi lo abbiamo impressionato con quello che c’era nei piatti. Lui non dà assolutamente a vedere cosa gli piace e cosa no ma credo che la Porchetta del Crotto l’abbia conquistato”.

Un consiglio: cosa bisogna assaggiare se si viene a mangiare al Crotto del Sergente?
“Come dicevo la Porchetta del Crotto ma anche i dolci che preparo io direttamente. In questo periodo abbiamo mantenuto alcuni piatti della puntata perché molti clienti ce li chiedono. Sicuramente però bisogna assaggiare il nostro risotto fichi, riduzione all’amaro del Ghisallo e bocconcini di salame affumicato: è la fine del mondo!”.

Stephanie Barone

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