Domani, martedì 14 maggio, a Cantù si terrà un incontro volto a sensibilizzare i giovani all’utilizzo del casco organizzato da Asst Lariana e Labor Medical.

A Cantù un incontro di sensibilizzazione sull’utilizzo del casco

Solo un giovane su quattro che viaggia in moto o in scooter indossa il casco integrale. Si tratta di una protezione importante che, in caso di incidente, può evitare gravi traumi e lesioni permanenti al viso e alla bocca e conseguenti problemi funzionali, psicologici e di relazione. Per promuoverne l’utilizzo l’associazione #salviamocilafaccia, l’Asst Lariana e Labor Medical hanno organizzato l’evento di sensibilizzazione “#salviamocilafaccia”, in programma martedì 14 maggio dalle 8.30 alle 12.15 nella Sala “Luigi Frigerio” di Labor Medical a Cantù (Via Brianza 56).

L’incontro ha lo scopo di far riflettere i ragazzi su come le loro scelte possano condizionare il loro futuro. Con questa logica verrà spiegato il senso dell’utilizzo di un casco “chiuso” (integrale) rispetto ad un casco “aperto” (jet) nel ridurre i rischi dei traumatismi al volto. Medici specialisti in chirurgia maxillo-facciale, in pediatria, insieme a tecnici e campioni sportivi incontreranno 80 alunni delle classi terze delle scuole medie di Figino Serenza.

Per la manifestazione, arrivata alla sua seconda edizione sul territorio comasco, ma già diventata un appuntamento itinerante in tutta Italia, sono stati creati anche una pagina Facebook e un profilo Instagram dedicati (@salviamocilafaccia) e l’hashtag #salviamocilafaccia.

L’iniziativa sarà introdotta da Andrea Di Francesco, ideatore della manifestazione e responsabile della Chirurgia Maxillo-Facciale pediatrica dell’ospedale Sant’Anna.

   “L’introduzione del casco – spiega lo specialista – ha ridotto in modo sensibile la mortalità di chi usa la moto, ma pochi conoscono i danni che possono subire motociclista, scooterista e passeggeri utilizzando caschi che non proteggono il viso e la bocca. I traumatismi facciali, in seguito a incidente motociclistico, spesso sono irreversibili, comportano cure prolungate, a volte non risolutive, e sono spesso caratterizzati da difetti funzionali ed estetici permanenti”.

L’utilizzo consapevole di un casco integrale di qualità, ben allacciato, efficace nella protezione dai traumi cranici e facciali consente, in caso di incidente, di ridurre le conseguenze del trauma e sicuramente migliora la qualità di vita delle persone che subiscono traumi multipli motociclistici.

  “Indossare il casco integrale – prosegue Di Francesco – consente di ridurre del 50% il rischio di lesioni cerebrali e del 25% il rischio di fratture facciali. Il 70% dei ragazzi coinvolti in incidenti con casco non integrale riporta lesioni permanenti, contro il 5% di quelli che indossano il casco integrale. Inoltre, il 5-10% dei traumi con casco jet, cioè aperto, anche in caso di dinamiche a moderata energia, comporta lesioni irreversibili che anche la chirurgia non può risolvere con tutte le conseguenze funzionali, estetiche e psicologiche che questa condizione può causare”.

Il programma

A “#salviamocilafaccia”,che sarà aperto da Matteo Soccio, direttore sanitario di Asst Lariana, e Maurizio Volontè, responsabile del 118 di Como, interverranno anche Alfredo Caminiti, direttore del Dipartimento Materno Infantile e primario di Pediatria dell’ospedale Sant’Antonio Abate di Cantù, AngeloSelicorni, primario di Pediatria dell’ospedale Sant’Anna, che affronteranno il tema della protezione come stile di vita. Seguiranno poi i chirurghi maxillo-facciali Gabriele Canzi, Francesco Daleffe e GiorgioNovelli che insieme a Di Francesco parleranno ai ragazzi durante l’intervento dal titolo “Quanto e come il casco integrale protegge la vita, la faccia e la bocca”. Seguirà la relazione di Francesco Boeri, ingegnere dell’azienda Airoh, che spiegherà come si produce un casco e relazionerà sulla ricerca e sullo sviluppo in questo settore industriale per proteggere testa e viso in modo giovane e moderno.

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Sarà poi la volta delle testimonianze del centauro Jacopo Cerutti, pluricampione italiano, campione europeo e dakariano di moto fuoristrada, e del campione paraolimpico di Basket Ian Sagar, che gioca nella Briantea 84. Porterà una testimonianza anche Federico Pennestrì, ex dj, ricercatore e docente universitario.

Al termine dell’incontro ci sarà la possibilità per gli studenti di porre domande, scattare foto e selfie con i loro beniamini e farsi autografare i caschi. Integrali, ovviamente.

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