Un evento unico in attesa della tappa del Giro Rosa Iccrea che scatta da Cassano Spinola-Castellania Coppi (4-5 luglio) e fa tappa il prossimo 8 luglio nella Brianza comasca, lecchese e monzese, passando dal Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo di Magreglio. Uno spettacolo teatrale di assoluto valore. Un invito a condividere i valori del ciclismo femminile. E non solo.

A teatro con Alfonsina al museo del Ghisallo

La data è venerdì 14 giugno, ore 20,30, l’ingresso è libero. All’interno del Museo del Ghisallo – la Casa dei Ciclisti – andrà in scena dunque lo spettacolo “Alfonsina, la corsa per l’emancipazione”, un reading teatrale con musica dal vivo, con Federica Molteni e Pierangelo Frugnoli (alla chitarra), tratto da Più veloce del Vento (Tommaso Percivale- Ed. Einaudi). Un’ora di spettacolo coinvolgente ed entusiasmante, anche per chi non è appassionato di ciclismo, prodotto da Luna e GNAC Teatro. La serata è promossa dalla BCC Brianza e Laghi, istituto di credito presente nelle provincie di Como, Lecco e Monza Brianza con 22 sportelli, 5.900 soci, 29.000 clienti e aderente al Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, il quarto gruppo bancario nazionale per attivi e il terzo per numero di sportelli. Un Gruppo tutto italiano.

Il Giro Rosa Iccrea, guidato dal patron Giuseppe Rivota, quest’anno festeggia la sua trentesima edizione. L’evento di venerdì anticipa di poche ore la giornata del 15 giugno, data emblematica per Magreglio e per il Museo del Ghisallo poiché sancisce l’inizio dei festeggiamenti del Santuario, nel settantesimo anniversario della proclamazione della Madonna protettrice di tutte le cicliste e i ciclisti!

Il Santuario, accanto a cui sorge il Museo voluto da Fiorenzo Magni 13 anni fa, espone una bicicletta usata da Alfonsina Strada: si tratta di una bici da corsa dei primi anni ’50, cambio a leva e parafanghi, faro con dinamo. L’ingresso al Museo è libero. Per info e prenotazioni info@museodelghisallo.it.

Il reading teatrale

Alfonsina, la corsa per l’emancipazione. Non correre. Non gridare. Non volere. Copri le gambe, stai composta, piantala di sognare, perché nella vita ci sono sogni che non puoi sognare. Alfonsina Morini Strada è figlia di contadini e di un tempo che non ha scelto, i primi del ‘900. Un tempo in cui il ciclismo è per impavidi eroi. Sono forti, sono gagliardi. E sono tutti maschi.

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Alfonsina è una bambina di dieci anni quando si innamora della bicicletta. È una ragazzina quando si allena di nascosto con la vecchia bici del padre. È una donna quando diventa una ciclista, una campionessa, una vera sportiva. Ma soprattutto, Alfonsina è uno SCANDALO. Perché vive nell’Italia di cento anni fa.

L’Italia del fascismo, l’Italia del pensiero maschilista, l’Italia in cui le donne non votano. In questa Italia Alfonsina si inventa e si costruisce il proprio destino, scardinando preconcetti e convenzioni e partecipando – unica donna nella storia – al Giro d’Italia, nel 1924. Quella di Alfonsina è una storia VERA e straordinaria. È strana la storia di questa donna. Perché è la storia di una sconosciuta, di una donna dimenticata dalla storia. Eppure è una vita incredibile la sua, successa cento anni fa. Quando le donne non potevano scegliere marito, professione, destino… e nemmeno gli abiti da indossare. Quando le donne non potevano studiare, frequentare l’università, votare, andare al bar o a teatro.

Alfonsina rompe le convenzioni, per misurarsi con un mondo tutto maschile, perché il ciclismo è uno sport di forza e fatica. Inforcare una bicicletta, pedalare con le gambe nude, indossare una maglietta… oggi sono la normalità, ma nel primo ‘900 erano uno scandalo, soprattutto in piena ascesa fascista. Ma Alfonsina è come il vento, che non conosce leggi né limiti e corre finché ha forza, finché le gambe reggono, finché c’è un orizzonte da raggiungere e superare: correre il Giro d’Italia del 1924. Prima e unica donna nella storia.