Era il 30 giugno scorso quando il centro di accoglienza di Tavernola, gestito da una cooperativa all’interno di una struttura dei Salesiani, veniva chiuso. Ieri, lunedì 15 luglio, si è però verificato un grave episodio di violenza: un’operatrice ancora presente nella struttura è stata aggredita.

Aggredita un’operatrice del centro dei Salesiani

Intorno alle 13 una Volante della Polizia di Stato è stata chiamata a intervenire d’urgenza: un’operatrice era stata aggredita e le era stata danneggiata l’auto. A compiere il gesto e poi ad allontanarsi è stato K.C., classe 1993, cittadino della Costa d’Avorio, richiedente asilo non riconosciuto, che ha appellato il provvedimento e per cui si attende la sentenza. Quest’ultimo è noto alle forze dell’ordine per i numerosi precedenti di polizia, per reati contro il patrimonio e la persona. Il cittadino ivoregno non è nuovo a questi episodi di intemperanza e qualche mese fa era stato già tratto in arresto per episodi analoghi.

Colto in flagranza di reato, il 26enne è stato tratto in arresto per lesioni e danneggiamento e trattenuto presso le camere di sicurezza della Questura in attesa del rito direttissimo, tenutosi in data odierna. E’ stata disposta la custodia in carcere in attesa della nuova udienza di lunedì 22 luglio, termine richiesto dal difensore dell’arrestato. In quella data verrà anche vagliata la posizione del K.C. sul territorio italiano.

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Il consigliere Martinelli: “Serve vigilanza”

Solo pochi giorni dopo l’annuncio della chiusura del centro di accoglienza di Tavernola, il consigliere della lista Rapinese Sindaco Paolo Martinelli interveniva sul tema in consiglio comunale. E si appellava allora assessore leghista al Decoro sociale, oggi Ministro delle Disabilità e della Famiglia, Alessandra Locatelli, affinché quel luogo non fosse abbandonato a se stesso: pena la possibilità che diventasse un ricovero per sbandati.

“Ieri Locatelli ha salutato Como per il nuovo impegno da Ministro – ha commentato Martinelli – Con piacere le ho augurato buon lavoro. Spero però non dimentichi il mio consiglio, ovvero di portare pattugliamenti e controlli nella zona. Confido in lei per un occhio di riguardo verso tutte quelle persone che non hanno più un posto dove andare”.

E conclude: “Ho intenzione di presentare un’interrogazione scritta per chiedere alla Prefettura dove sono state dislocate tutte le persone che venivano ospitate al centro di Tavernola. Erano 400 che ora credo siano sparse, almeno in parte, sul territorio”.