I comaschi non si sono tirati indietro. Hanno risposto in centinaia all’appello di Admo (Associazione Donatori Midollo Osseo) “Aiutiamo Alessandro”, il bambino di un anno e mezzo nato con una malattia rarissima e per cui i genitori hanno lanciato un appello per trovare donatori di midollo osseo compatibili.

“Aiutiamo Alessandro”: al Valduce per la tipizzazione

Dopo l’appuntamento erbese, anche a Como oggi, 9 novembre, si può rendersi disponibili per la tipizzazione. Al Valduce infatti oggi, fino alle 18, c’è la possibilità di iscriversi per registrare il proprio “tipo” di midollo osseo. Si può infatti donare soltanto se si è compatibili con chi ne ha bisogno, proprio come in una banale trasfusione di sangue.

All’appuntamento di oggi si possono presentare solo i ragazzi tra i 18 e i 35 anni, ovvero l’età in cui è possibile iscriversi al registro dei donatori. Poi si può donare fino a 55 anni. Quali le modalità? La prima, che è quella che si utilizza nell’80% dei casi, è una donazione da sangue periferico, una cosiddetta plasma ferisi da un braccio. Si tratta di una lunga trasfusione: il sangue entra in una centrifuga sterile dove vengono trattenute le cellule staminali mentre il resto viene reinfuso dall’altro braccio. Cinque giorni prima di sottoporsi a questa procedura, si deve fare un’iniezione sottocutanea del cosiddetto “fattore di crescita”. Serve a produrre più cellule staminali che così arrivano fino alle zone periferiche come le braccia. La seconda modalità per donare il midollo osseo è in anestesia generale con un ricovero di tre giorni: ci si sottopone infatti ad un prelievo direttamente dalle creste eliache del bacino.

Effetti collaterali delle due procedure? “Nella prima modalità per qualche giorno si avrà un malessere generale dovuto al ‘fattore di crescita’, un po’ di dolore alle ossa e della febbre proprio come se si avesse un po’ di influenza – ci spiega una volontaria di Admo – Nel secondo caso invece ci sono le possibili complicanze di una qualsiasi operazione chirurgica”.

La risposta all’appello: “Un mio amico è morto di leucemia, voglio aiutare”

I comaschi non sono mancati all’appello di Admo. Intorno alle 11 di questa mattina la sala d’attesa del Valduce era piena di giovani con i moduli in mano per iscriversi al registro donatori. “Siamo davvero felicissimi della risposta delle persone – confida un volontario dell’Associazione che si barcamena tra la gestione della fila e la consegna dei moduli – Da questa mattina alle 9.30 saranno già arrivate almeno 150 persone”. Nel frattempo sono stati fatti una ventina di prelievi. “La procedura è lunga” ci spiega un volontario di Avis presente in sala d’attesa.

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Abbiamo parlato con alcuni ragazzi in fila con i moduli in mano che ci hanno spiegato, per la maggior parte, di aver saputo dell’iniziativa di Admo Como attraverso i social network. Ma perché lo fate? “Un mio amico di Como, tempo fa, è morto di leucemia: spero di poter essere utile a qualcuno” ha raccontato una ragazza di 28 anni. Un’altra giovanissima, 20 anni, ci racconta: “Ho sempre sentito parlare della donazione di midollo osseo ma non ho mai capito come funzionava: ho colto questa occasione per avere qualche informazione in più”. Vi spaventano le modalità con cui si dona che vi hanno spiegato? “Al momento, visto che devo andare a lavorare, devo dire che mi spaventa di più la fila per l’incontro con il medico” scherza un’altra ragazza di Como che sta compilando il modulo di Admo.

Il grazie di una signora: “Mia sorella, 25 anni fa, non ha trovato un donatore ed è morta”

Mentre i potenziali donatori ascoltano le spiegazioni dei volontari e compilano i moduli per l’iscrizione, in sala d’attesa al Valduce c’è una signora che li ascolta e li guarda con occhi commossi. “Grazie per quello che state facendo, è un gesto bellissimo” dice ad un certo punto ai ragazzi. La signora sta aspettando che sua figlia, in gravidanza, finisca una visita di controllo ma conosce da vicino la sofferenza che provoca non trovare un donatore di midollo osseo.

“Mia sorella è morta a 30 anni, ormai 25 anni fa: aveva la leucemia – ci racconta – A quei tempi non c’erano campagne informative come questa e i donatori erano pochissimi. Mia sorella ha combattuto per cinque anni con la malattia, poi non ce l’ha più fatta. Noi fratelli abbiamo fatto tutti il test di compatibilità ma nessuno di noi era compatibile purtroppo. Il gesto che stanno compiendo tutte queste persone oggi è qualcosa di bellissimo”.

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