Domenica 17 marzo alle 11, nella Sala Bianca del Teatro Sociale di Como, si terrà il penultimo appuntamento della rassegna Camera con musica. Martina Consonni al pianoforte e Paolo Tagliamento al violino (entrambi nati nel 1997), eseguiranno la Sonata n. 40 in si bemolle maggiore K 454, per violino e pianoforte di Wolfgang Amadeus Mozart, la Sonata in la maggiore per violino e pianoforte di César Franck e il Rondò capriccioso in la minore per violino e orchestra, op. 28 di Camille Saint-Saëns.

Al Teatro Sociale di Como il penultimo appuntamento di “Camera con Musica”

Tre composizioni, per violino e pianoforte, note al grande pubblico non solo per l’alto grado di padronanza, che richiedono agli interpreti, ma per la storia affascinante, che permette di scoprire celebri dedicatari, solisti dal ‘700 ad oggi, tra cui prime esecutrici donne di straordinaria bravura, tanto da conquistare notorietà in tutta Europa; un intreccio di racconti, di amicizie e viaggi, che risulta intrigante al di là della bellezza delle partiture.

La Sonata n. 40 in si bemolle maggiore K 454, per violino e pianoforte venne scritta Wolfgang Amadeus Mozart nel periodo viennese (1781-1791), nel 1784, pensata per colei che ne fu la prima interprete: la violinista mantovana Regina Strinasacchi (1762-1839), che in quell’anno Mozart aveva conosciuto a Vienna, e così la descrisse al padre:
“Abbiamo qui la celebre violinista mantovana Strinasacchi; suona con molta sensibilità e molto gusto. Sto per l’appunto lavorando a una Sonata che eseguiremo insieme giovedì in teatro durante la sua accademia […] Non suona una sola nota senza espressione ed è bello il suono e la forza che sprigiona”. Parole lusinghiere e sincere pronunciate dall’autore. In realtà, per una precisione di carattere filologico, sulle pagine manoscritte la dedica autografa sul frontespizio riporta la vera dedicataria, probabilmente committente e benefattrice, la contessa Charlotte Cobenzl, appunto allieva e mecenate di Mozart).

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Anche la Sonata in la maggiore per violino e pianoforte nacque nell’intento del compositore, per una dedica speciale. César Franck la compose nel 1886 e la dedicò, e offrì come dono di nozze, ad un celebre violinista e solista dell’epoca: Eugène Ysaÿe (1858 -1931), a sua volta compositore.

In realtà l’ispirazione per questa Sonata era già sorta anni prima, tanto che nell’epistolario di Franck vi troviamo dei riferimenti, in cui annuncia al celebre direttore d’orchestra Hans von Bülow l’intenzione di volerla dedicare alla di lui consorte Cosima Liszt. Col tempo non fu più dedicata alla pianista, poi moglie di Richard Wagner, ma al violinista belga.

La prima esecuzione ebbe luogo il 16 dicembre del 1886 al Cercle Artistique Royal Gaulois di Bruxelles, con Marie-Léontine Bordes-Pène al pianoforte e lo stesso Eugène Ysaÿe al violino. Entrambi la riproposero nei mesi a seguire in tutta Europa, decretandone il successo.

Un altro celebre dedicatario è Pablo de Sarasate (1844 – 1908), violinista e compositore spagnolo, noto per una sublime eleganza, oltre che per una tecnica oltremodo raffinata, al quale vengono destinate le pagine del Rondò capriccioso in la minore per violino e orchestra, op. 28 composto da Camille Saint-Saëns nel 1863, eseguite in pubblico diversi anni dopo, nell’aprile del 1867 a Parigi al Théâtre des Champs-Élysée.

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