All’ospedale Sant’Anna sboccia il Giardino dei Donatori, un luogo simbolo voluto per ringraziare i donatori di organi e tessuti e augurare a chi ne ha beneficiato una vita nuova. L’iniziativa è stata presentata stamattina nell’ambito dell’evento “Un dono oltre il tempo”, svoltosi nell’Auditorium del presidio comasco e dedicato al tema del prelievo di organi e tessuti a scopo di trapianto, un’attività iniziata a Como nel 1973.

Al Sant’Anna sboccia il Giardino dei Donatori

L’incontro, aperto da Fabio Banfi, direttore generale di Asst Lariana, e da Giulio Carcano, preside della Scuola di Medicina Università degli Studi dell’Insubria, ha ospitato l’artista comasca Carmen Molteni Monti, che ha realizzato e regalato all’Azienda l’opera “Rifiorire”, posta nell’area antistante l’ingresso della struttura.

“Un dono oltre il tempo” è stata anche l’occasione per un approfondimento sul tema della donazione con gli interventi di Mario Picozzi, direttore del Centro di Ricerca in Etica Medica Università degli Studi dell’Insubria, Giuseppe Piccolo, coordinatore del Centro Regionale Trapianti Lombardia, Susanna Peverelli, responsabile del Coordinamento Prelievo d’Organi di Asst Lariana, e Andrea Lombardo, responsabile del Coordinamento Area Intensiva dell’ospedale Sant’Anna. I relatori hanno posto l’attenzione, rispettivamente, su temi etici, sull’evoluzione dell’attività aziendale, sull’organizzazione interna e sugli sviluppi nel settore grazie all’acquisizione dell’ECMO.

Al termine dell’incontro gli ospiti hanno visitato il Giardino dei Donatori e poi la mostra allestita nella hall del presidio. L’esposizione, costituita da alcuni pannelli che approfondiscono il funzionamento del sistema regionale e locale preposto all’attività di prelievo e trapianto e altri che ripercorrono le fasi di ideazione dell’opera della Monti, sarà visitabile fino al 14 luglio.

I dati e la storia

Come ha evidenziato Piccolo del CRT Lombardia, la storia della donazione di organi e tessuti nel territorio comasco ha radici profonde e lontane nel tempo. L’attività è iniziata a Como, all’ospedale Sant’Anna, 46 anni fa. Da allora alla fine del 2018 i donatori multiorgano sono stati 238 al Sant’Anna, 16 al Valduce, uno a Erba e uno a Menaggio. I pazienti trapiantati che hanno ricevuto organi provenienti da queste strutture sono stati 475. Di questi, 299 hanno beneficiato di un trapianto di rene, 46 di cuore, 111 di fegato, 16 di pancreas e 36 di polmone. Per quanto riguarda i tessuti, negli ultimi nove anni sono stati prelevati 2.400 tessuti.

All’ospedale Sant’Anna i prelievi effettuati nel 2018 hanno consentito una speranza di vita a 18 malati e con 279 prelievi di tessuti si è potuto contribuire alla cura di oltre 4.200 pazienti.

L’organizzazione

Alla base dell’attività ospedaliera di prelievo c’è una complessa organizzazione, affidata al Coordinamento Prelievo d’Organi, di cui è responsabile Susanna Peverelli.

Nel caso in cui venga individuato un potenziale donatore, l’ospedale si attiva in una corsa contro il tempo. Si istituisce il Collegio Medico per l’accertamento della morte encefalica e poi si prosegue con la valutazione dell’idoneità del donatore e dei singoli organi, con il trattamento del donatore in Terapia Intensiva per mantenere perfusi e ossigenati gli organi, con il prelievo in sala operatoria, con il trasporto di ciò che è stato prelevato negli ospedali dove sono ricoverati i destinatari grazie al coinvolgimento di Areu Lombardia. Il tutto coordinato da Nord Italia Transplant (Nitp), CRT Lombardia, Rete Nazionale Trapianti e Centro Nazionale Trapianti.

Leggi anche:  La riforma del Terzo settore, una serata per saperne di più

Alla donazione d’organi, si aggiunge anche a quella di tessuti, sempre di competenza del Coordinamento Prelievo d’Organo, sia da donatore deceduto (cute, cornee, valvole cardiache, ecc.) sia da vivente (sangue cordonale e testa del femore).

Gli sviluppi futuri

All’ospedale Sant’Anna è stato effettuato per la prima volta nell’aprile scorso un prelievo d’organi da donatore a cuore fermo. Il presidio di San Fermo della Battaglia si posiziona all’avanguardia, come ha spiegato Andrea Lombardo, responsabile del Coordinamento Area Intensiva dell’ospedale Sant’Anna in questo ambito grazie alla recente introduzione dell’ECMO (ExtraCorporeal membrane oxygenation), un sistema di circolazione extracorporea impiegato in Terapia Intensiva per i casi più gravi di insufficienza cardiaca e respiratoria che, nel contesto, preserva e mantiene idonei al trapianto gli organi addominali. Si tratta di una procedura innovativa che in Italia viene effettuata in pochissimi centri di eccellenza e richiede elevata competenza, tecnologia adeguata e un autentico lavoro di squadra. “E’ un percorso complesso – ha proseguito Lombardo – nel quale organizzazione, tempestività e lavoro di squadra sono i fattori determinanti per il successo. Questa procedura permette di estendere il numero dei potenziali donatori e contribuisce ad aumentare la disponibilità degli organi per il trapianto”.

L’opera “Rifiorire”

La proposta di realizzare all’ospedale Sant’Anna un Giardino dei Donatori risale al 2017, quando Mariangela Ferradini, l’allora responsabile del Coordinamento Prelievo d’Organo, chiese all’artista Carmen Molteni Monti di donare 12 quadri all’ospedale, affissi in Dialisi e Nefrologia e dedicati ai pazienti dei due reparti in memoria del marito dell’artista, che si era sottoposto per lunghi anni alla dialisi ed era stato trapiantato di rene. Da allora il progetto ha preso forma fino ad arrivare alla realizzazione dello spazio antistante la hall, dove svetta l’opera “Rifiorire”. “L’aiuola – ha sottolineato Monti – deve servire a ringraziare tutti coloro che, avendo donato organi, hanno favorito successivi trapianti. Ho subito pensato che tra i fiori potesse sorgere una scultura alta, facilmente visibile, sintetica e di immediata comprensione, che fosse un simbolo di vita e un augurio di poter rifiorire, appunto, a nuova vita”.