Il Comune di Campione d’Italia sempre più nel caos dopo il fallimento. I consiglieri Comunali Tanina Padula, Fiorenzo Dorigo, Domenico Deceglie e Michele Canesi hanno rilasciato le loro dimissioni. Lo comunicano ufficialmente scrivendo al Prefetto Ignazio Coccia e al sindaco di Campione, Roberto Salmoiraghi. 

Campione d’Italia: si dimettono i consiglieri comunali

“Questa decisione sofferta e difficile deriva dalla consapevolezza che l’unica strada per poter risolvere urgentemente la drammatica situazione che sta vivendo la nostra Comunità, sia far intervenire immediatamente le Autorità e le Istituzioni Centrali competenti, mediante lo scioglimento del Consiglio Comunale e la nomina di un Commissario Prefettizio, che rappresenta – a nostro avviso – la strada più celere ed immediata per la riapertura della Casa da Gioco. Questa scelta pertanto non rappresenta una fuga dalle nostre responsabilità, ma trova unicamente il suo fondamento nella convinzione che sia oggi necessario ripartire da zero, al fine di poter ricostruire il sistema Campione, preservando necessariamente tutte le peculiarità che da sempre hanno caratterizzato il nostro territorio e che l’attuale Amministrazione – nostro malgrado – sta oggi continuando progressivamente a cancellare e ad azzerare” scrivono.

Le colpe dell’Amministrazione

“Come già ripetuto e evidenziato nei nostri precedenti e numerosi scritti, riteniamo infatti che le scelte e le decisioni assunte da questa Amministrazione siano state estremamente inadeguate – oltre che tardive – rispetto al fine primario di tutelare le reali necessità e peculiarità del territorio campionese (basti pensare che, in meno di un anno, abbiamo assistito all’abolizione del contributo integrativo a favore dei pensionati, alla chiusura dell’asilo, alla sospensione di diversi servizi pubblici essenziali, nonché all’intervenuta chiusura della Casa da Gioco). Tale inadeguatezza appare evidente anche dall’ultima delibera assunta dalla Giunta Comunale – delibera n. 64 del 13.8.2018 – con cui è stata di fatto azzerata la pianta organica del Comune (nei confronti peraltro di dipendenti che non percepiscono la propria retribuzione da oltre sette mesi), determinando la cancellazione di alcuni servizi comunali essenziali e direttamente funzionali alla possibile riapertura della Casa da Gioco. Ci pare che anche questa decisione contenga già una chiara indicazione delle scelte operate dall’attuale Amministrazione Comunale (!!). Riteniamo poi che tale delibera – che individua i criteri necessari per procedere alla determinazione degli 86 esuberi prospettati – sia stata assunta da una Giunta Comunale, che appare in evidente conflitto d’interesse, rispetto allo specifico oggetto della delibera, avendo infatti entrambi i componenti della Giunta, parenti stretti nell’Organico Comunale”.

Un pensiero al sindaco: “Si dimetta”

“Con estremo rammarico, nel ricordare che tante, troppe volte le nostre proposte concrete sono state totalmente inascoltate da parte di questa Amministrazione, ci vediamo oggi costretti – proprio in considerazione dell’estrema gravità in cui riversa il nostro territorio – a rassegnare le nostre immediate e irrevocabili dimissioni dall’incarico di Consiglieri Comunali, atto che riteniamo propedeutico al possibile intervento delle relative Autorità competenti in materia di possibile riapertura della Casa da Gioco. In ultimo, cogliamo qui l’occasione per reiterare la nostra richiesta di dimissioni rivolta al Sindaco e agli altri Consiglieri Comunali, auspicando che tutti insieme vogliano e possano fare – per il bene del Paese – un passo indietro, al fine di consentire un intervento diretto delle competenti Autorità e Istituzioni Centrali, volto a cercare di risolvere urgentemente la drammatica situazione che sta vivendo la nostra Comunità. Riteniamo, infatti, che la decisione di continuare a rimanere insediati, anche laddove vi sia l’impossibilità (già peraltro ufficialmente annunciata) di approvare il bilancio di previsione stabilmente riequilibrato nei termini di legge, rischia di essere controproducente e far perdere – a nostro parere – ulteriore tempo utile alla risoluzione delle attuali problematiche del Paese; tempo che i lavoratori e le famiglie della nostra Comunità hanno già ampiamente esaurito (!!)”.

Leggi anche:  I titolari del bar della vincita milionaria a Lodi ora sono "perseguitati"

La lettera indirizzata a Salvini

I consiglieri hanno preso carta e penna per scrivere anche al Ministro degli Interni, Matteo Salvini: “Chiediamo un intervento deciso, forte, concreto ed urgente per dare una svolta alla drammatica situazione del comune di Campione d’Italia. Svolta che può essere risolta solo con l’urgente riapertura della Casa da Gioco. Purtroppo l’intervenuta recente chiusura della Casa da Gioco ha delle conseguenze drammatiche e tragiche per tutto il territorio e per tutta la comunità Campionese, che si è trovata – da un giorno all’altro – privata del proprio lavoro. Tralasciamo il percorso, ormai ampiamente illustrato dai mass media, che ha portato il Comune e il Casinò all’attuale drammatica situazione, ma vogliamo solo ricordare e ribadire che la tragica situazione che ha terremotato la piccola exclave, unica in Italia, è da attribuire alle scellerate gestioni amministrative pregresse e alla miopia di amministratori delegati rampanti, più attenti al loro ritorno economico che al destino dell’azienda di cui erano responsabili. Onestamente non ci pare giusto che a pagare il costo piu’ salato di questa situazione, siano le Lavoratrici, i Lavoratori e le loro rispettive famiglie. Come noto, infatti, il Casinò di Campione rappresenta da sempre l’unico ed esclusivo volano dell’economia campionese, da cui dipendono direttamente le sorti di un’intera Comunità italiana localizzata in territorio elvetico. Oltre a tale considerazione, occorre peraltro sottolineare che non possiamo permetterci di disperdere il rilevantissimo know how acquisito dall’azienda e dalle relative specifiche professionalità maturate dai propri lavoratori che hanno, da sempre, caratterizzato la storia di un’azienda italiana che ha sviluppato, nell’ambito dell’esercizio del gioco d’azzardo “SICURO E TRASPARENTE”, la propria immagine di successo”.

Un disagio per tutto il paese

“Occorre in ultimo considerare che il perdurare della chiusura della Casa da Gioco – oltre al disagio economico e sociale di un intero paese – crea nocumento alla casse dello Stato, che vengono private del mancato incasso di rilevanti cifre in termini di Irpef, Irap, Isi, oltre alle evidenti ricadute in termini di ammortizzatori sociali. Per tutte le ragioni sopra evidenziare, Vi invitiamo ad ascoltare il nostro di grido di aiuto, da cui dipendono le sorti di circa 700 lavoratori del Casinò, del Comune, dell’Asilo e tutti i relativi servizi indotti, cittadini certamente non colpevoli per quanto accaduto negli anni a livello amministrativo. A conclusione, Vi informiamo che mettiamo a disposizione le nostre dimissioni da Consiglieri Comunali, nella speranza che il nostro atto di responsabilità possa accelerare una risoluzione del problema, mediante l’intervento diretto delle Istituzioni Centrali competenti, ribadendo il nostro continuo, costante e responsabile impegno per aiutare la cittadinanza campionese”.

Leggi anche

Intanto giovedì i lavoratori del Casinò hanno organizzato il Gran Gala del Casinò chiuso.