Piazza Garibaldi questo pomeriggio, sabato 23 marzo, era gremita attorno al palco per gli eventi. C’erano i palloncini colorati, le giacche con le scritte “Cittadino di Cantù” e sul palco tanti sindaci in fascia tricolore e rappresentanti della società civile pronti a dire “no” alla mafia. E’ la risposta che la città del mobile ha voluto dare ai fatti di sangue che nei mesi scorsi hanno visto protagonista proprio il centro.

Cantù scende in piazza contro la mafia

Decine di persone a partire dalle 16 hanno ascoltato in piazza Garibaldi gli interventi dei sindaci, dei rappresentanti del territorio (Confesercenti, Confartigianato, Confcommercio, la Comunità pastorale, associazione San Michele, l’oratorio San Carlo di Fecchio ma anche il progetto San Francesco – Centro studi contro le mafie. Ogni protagonista ha reso omaggio a personaggi che hanno dato la loro vita per combattere la mafia leggendo stralci di loro pensieri.

“Non voglio aggiungere altro – ha commentato il vicesindaco canturino Alice Galbiati – Cantù aveva bisogno di questo momento, grazie a tutti per essere stati qui. Ora con il gesto simbolico di un caffè riprendiamoci la nostra piazza”.

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Presente anche l’assessore lombardo alla Sicurezza

Non ha voluto mancare all’appuntamento canturino neppure l’assessore regionale alla Sicurezza, con delega ai beni confiscati alle mafie, Riccardo De Corato. “Abbiamo presentato qualche giorno fa il report annuale sulla presenza mafiosa sul nostro territorio. Noi abbiamo una presenza di alto livello non solo numericamente ma anche per l’infiltrazione all’interno di attività economiche importanti. La mafia si è infiltrata persino tra gli affittacamere; d’altra parte oggi la mafia è al 50% straniera, soprattutto nigeriana” (di seguito il video con l’intervento completo).

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