Tema caldo delle ultime settimane in provincia di Como, Varese e Sondrio è la carta sconto benzina. La riduzione dei fondi programmata nella prossima Legge di Bilancio ha scosso gli animi di automobilisti e gestori di pompe di benzina. Ma sopratutto ha attivato la “mamma” di questo incentivo, il consigliere regionale Daniela Maroni, che ne fu promotrice circa 20 anni fa.

Carta sconto benzina: cosa è successo nelle ultime settimane

La presentazione del testo della Legge di Bilancio per il prossimo anno ha lasciato di stucco gli amministratori della Lombardia. E’ infatti prevista una riduzione del 20% del fondo che finanzia l’operazione carta sconto benzina.

Sul tema è subito stato critico l’assessore all’economia lombardo Massimo Garavaglia: “E’ un’operazione davvero stupida – aveva commentato attraverso LNews – perché penalizza i cittadini lombardi e allo stesso tempo fa mancare risorse alle casse dello Stato. Infatti l’operazione carta sconto fa incassare allo Stato più imposte rispetto alle risorse che vengono destinate allo sconto”.

Ne è seguita l’approvazione all’unanimità in Consiglio regionale di una mozione proposta dalla stessa Daniela Maroni. “Con questa mozione la Giunta lombarda s’impegna a mettere in atto in tempi rapidissimi ogni forma di pressione possibile a livello di Stato centrale, così da evitare che il Governo faccia saltare la manovra carta sconto del lombardi” ha annunciato Garavaglia lo scorso 14 novembre.

L’intervista a Daniela Maroni

Sul tema Giornale di Como ha quindi intervistato la “mamma” dell’incentivo sulla benzina per capire qual è la situazione.

Consigliere Maroni, avete stimato una perdita di circa 320 milioni di euro l’anno con l’eliminazione della carta sconto. Conferma?

“Non si tratta di semplici stime. Si tratta di un calcolo realizzato in base all’erogato nelle provincie di Como, Sondrio e Varese. E sottolineo che si tratta di uno studio di qualche anno fa. Quindi è plausibile pensare che, con l’aumento dell’IVA che c’è stato e quello del prezzo del carburante, potrebbe essere una perdita anche maggiore. Inoltre se si pensa che per ogni litro di benzina erogato, un euro circa finisce nelle casse dello Stato in tasse, ogni rifornimento oltre confine è una perdita di imposte”.

Di recente ha incontrato il direttore generale dell’Unione petrolifera Marina Barbanti e i gestori delle stazioni di servizio carburanti. Quali sono le loro posizioni sul tema?

“L’incontro con il direttore Barbanti, che ringrazio, è avvenuto sul tema del prezzo del carburante in provincia di Como. Secondo alcuni sarebbe più alto che altrove. L’Unione ci ha rassicurato spiegandoci che ciò non accade. Ogni società ha infatti una politica di difesa del prezzo in base ad esempio alla tipologia di impianto. A Como ad esempio ci sono per lo più piccoli impianti con poche attività collaterali (bar etc) e, soprattutto in centro, non vi sono pompe bianche con il prezzo ribassato. Ciò significa che in quella zona non hanno necessità di difendere il prezzo come ad esempio avviene a Cantù. Per quel che riguarda invece il tema della carta sconto benzina, anche l’Unione è preoccupata di una perdita di questo incentivo. Quel tipo di situazione potrebbe comportare una chiusura di impianti dal 50 al 70%.

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Lo scorso 22 novembre nella sede di ConfCommercio ho invece incontrato i gestori delle stazioni di servizio carburanti. C’era grande interesse su questo tema perché si tratta del futuro delle loro imprese. Mi hanno fatto ben intendere che se dovesse paventarsi lo spettro dell’eliminazione della carta sconto loro sarebbero pronti ad una manifestazione di forza con la chiusura delle stazioni. Non credo però che si arriverà a questo. Sono convinta che su questo articolo della Legge di Bilancio ci sia stata solo poca attenzione a questa realtà. Sarebbe da pazzi eliminare un incentivo che dando 20 milioni di euro ti permette di incassarne 320 l’anno”.

A livello regionale come vi state quindi muovendo?

“Fin da subito abbiamo fatto pressione sugli onorevoli comaschi che siedono in Parlamento. Abbiamo avuto modo di vedere che anche i parlamentari di altri schieramenti politici si sono mossi. Abbiamo fatto presente il problema con l’obiettivo di eliminare questo articolo dalla Legge di Bilancio. Al momento stiamo lavorando in Commissione dove l’emendamento è già stato approvato. Ad ogni modo, fino a che non ci sarà il voto in aula, ci sarà la massima sorveglianza da parte nostra perché si tratta di un incentivo a favore dei cittadini, di una categoria e dei suoi lavoratori ma anche dello Stato”.

Malgrado la  presenza della carta sconto da molti anni, ci sono residenti sul confine che vanno ancora in Svizzera a fare benzina. Pensa ci sia la possibilità di migliorare questo incentivo?

“La carta sconto benzina esiste da 20 anni. Più recentemente con le mie mozioni sono riuscita a portare la flessibilità. Si tratta di una media ponderale che alza o abbassa lo sconto in base a necessità con l’unico veto che il prezzo non sia mai più basso in Italia che in Svizzera. Negli ultimi anni lo sconto è rimasto pressoché invariato. Lo sconto inoltre è stato ampliato anche per il gasolio.

Credo che chi ancora va in Svizzera a fare benzina si possa racchiude in poche categorie di persone. Credo siano frontalieri o comunque persone che hanno un’attività in Svizzera. Oppure persone di confine che sono rimaste nella convinzione radicata che la benzina costi comunque meno in Svizzera però magari non sanno quanto effettivamente costa in Italia. Infine potrebbe esserci qualche ‘pigro’ che dopo aver acquistato un’auto nuova non ha ancora inserito la nuova targa nel sistema”.

Stephanie Barone