Il Casinò di Campione, chiuso dallo scorso 27 luglio, per effetto del fallimento annunciato dal Tribunale di Como, rischia di finire in degrado. La struttura infatti è sigillata e vi accedono soltanto i commissari liquidatori che il Tribunale fallimentare lariano ha incarico dell’inventario dei beni mobili. Ad accrescere è invece la preoccupazione dei lavoratori per il progressivo stato di degrado degli impianti del Casinò.

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Casinò di Campione: i dipendenti si organizzano in una cooperativa

“Non solo il nostro futuro è in gioco – commenta Alessandra Bernasconi, responsabile dell’Ufficio marketing – ma ci preoccupa anche quello dell’azienda: nessuno fa le pulizie, la manutenzione delle slot machines, degli altri giochi e delle attrezzature elettroniche, ovviamente delicate, è ferma. Il rischio è che al momento dell’auspicata riapertura occorrano settimane per rimettere tutto in funzione”. Anche per questo i dipendenti della casa da gioco si stanno organizzando in cooperativa con l’intento di proporsi ai curatori fallimentari come affidatari della gestione del Casinò, almeno in via provvisoria, riaprendolo quindi al più presto.

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Messa di solidarietà

In serata, intanto, nel santuario della Madonna dei Ghirli, il prevosto di Campione d’Italia monsignor Eugenio Mosca, ha celebrato una messa di solidarietà con la comunità dell’exclave: massiccia la partecipazione di lavoratori sia del Casinò sia del Comune, per 86 (su 102) dei quali è stata attivata la procedura di mobilità, causa l’interdipendenza strettissima di una piccola realtà il cui esclusivo motore economico è la casa da gioco.

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