I quasi 500 lavoratori del Casinò di Campione d’Italia rimasti a casa non si arrendono. Nella serata di ieri hanno organizzato il “Gran Galà del Casino chiuso”.

Casinò di Campione ieri il “Gran Galà del Casinò chiuso”

In tanti hanno manifestato la loro solidarietà ai dipendenti del Casinò Campione d’Italia in presidio permanente dal 27 luglio scorso, da quando il Tribunale Fallimentare di Como ha decretato il fallimento della casa da gioco. Almeno trecento persone hanno partecipato al “Gran Galà del Casinò chiuso” che è stato organizzato dagli ex-dipendenti nel piazzale Maestri Campionesi. Attrezzati sotto dei tendoni e sfruttando una cucina da campo i cuochi del Casinò sono riusciti a fare miracoli presentando un menù degno delle feste che solo fino a qualche mese fa si tenevano nel grande salone al nono piano della struttura costruita dall’architetto Mario Botta. A servire ai tavoli ci hanno pensato i croupier che hanno ricevuto la solidarietà di tanti ex-clienti che sono venuti da un po’ tutto il Nord Italia e dalla Svizzera. Una sola la parola d’ordine, diventata anche il motto di queste settimane di agitazione, “riaprite subito il Casinò di Campione”. A ribadirlo ci hanno pensato anche i segretari delle sigle sindacali che rappresentano i 500 lavoratori del casinò, da un mese impegnate a tenere alta l’attenzione sull’ex-clave che con la casa da gioco chiusa e il Comune che ha dichiarato il default rischia sul serio di spopolarsi.

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E la politica?

“Grande assente la politica, quella nazionale, alla quale i lavoratori hanno lanciato l’ennesimo appello intonando tutti insieme in coro l’Inno di Mameli, perché malgrado le disavventure di queste settimane Campione è e rimane sempre Italia” fanno sapere in una nota stampa dal Casinò

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