I Centri per l’impiego in provincia di Como soffrono una grave carenza di personale. E’ quest’allarme lanciato dalla presidente della provincia di Como, Maria Rita Livio, in una lettera all’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia Melania De Nichilo Rizzoli.

Centri per l’impiego

La legge regionale 9/2018 di Regione Lombardia ha ufficialmente lasciato nelle mani delle Provincie e della Città metropolitana la struttura dei Centri per l’impiego. Un compito che però, viste le precarie condizioni di salute “finanziaria” di questi enti di secondo livello, faticano a svolgere con efficienza.

Nella missiva partita da Villa Saporiti la presidente Livio ha sottolineato “l’impossibilità di un esercizio corretto e proficuo della delega regionale in materia di Mercato del Lavoro a causa della gravissima carenza di personale oggettivamente riscontrabile negli uffici della Provincia: il personale dedicato ai servizi al lavoro, infatti, è numericamente inferiore a quanto sarebbe necessario, nonché assolutamente non in linea con tutti i parametri essenziali per consentire di offrire servizi in modi e tempi adeguati e rispettosi delle leggi e dei cittadini”.

Il Servizio politiche del lavoro, infatti, dal 2008 al 2018, a fronte dell’aumento dell’utenza e dei servizi causata dalla crisi economica, ha visto diminuire gradualmente la dotazione del personale a tempo indeterminato e determinato. Ciò è stato causato dai vincoli finanziari e normativi imposti dalle leggi finanziarie dello Stato, nonché dalla riduzione dei finanziamenti di origine comunitaria.

Nello specifico, nel 2010 si poteva contare su un totale di 62 persone, mentre oggi il personale in servizio è di 35 unità di cui solo 28 sono assunte a tempo indeterminato. Negli anni sono anche diminuiti i finanziamenti e oggi la differenza tra costi dell’assetto organizzativo
2014 (€ 2.278.989,26) e il finanziamento regionale 2018 (€ 1.403.000) è pari a € 875.989,26.

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La richiesta di aiuto

“E’ noto che, stante l’attuale normativa che limita molto la capacità assunzionale da parte della Province, vi è di fatto l’impossibilità giuridica della Provincia a colmare tale lacuna per cui, anche laddove arrivassero risorse finanziarie regionali e/o statali per tali finalità non potremmo bandire i concorsi – scrive nella sua lettera la Presidente Livio – Qualora poi, come auspichiamo da tempo, ci fosse un intervento di sblocco di tali limiti da parte del legislatore nazionale nei prossimi mesi, i tempi per bandire i concorsi ed assumere i dipendenti non sarebbero certo brevi, anche perché le risorse che necessitano a Como sono molte: si tratta di assumere almeno 30 unità se guardiamo al personale in servizio presso altre Province o presso le Afol”.

La lettera si chiude quindi con la richiesta all’assessore regionale affinché si possa “studiare, di concerto con i suoi tecnici, un programma di supporto immediato ed emergenziale per la Provincia di Como, che possa consentire ai nostri uffici maggiormente in sofferenza (in particolare il collocamento mirato disabili ed il CPI di Como) di continuare a svolgere, seppure in condizioni non ottimali, il proprio lavoro al servizio dei cittadini”.

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