La notizia dell’annuncio della chiusura della cartiera di Ponte Lambro ha lasciato l’intero territorio senza parole. Si tratta infatti di un’azienda storica del territorio che rischia di lasciare a casa 22 dipendenti. Per questo motivo nei giorni scorsi due deputati comaschi della Lega, Eugenio Zoffili e Alessandra Locatelli, ha presentato un’interrogazione parlamentare sulla vicenda al Ministro del Lavoro Luigi Di Maio. Su questa iniziativa però è critico il Prc, Partito della Rifondazione Comunista di Como.

Chiude la cartiera di Ponte Lambro

Pierluigi Tavecchio, rappresentante della segreteria provinciale del Prc, scrive infatti la seguente riflessione che riportiamo integralmente.

“Capita che due parlamentari comaschi (di un partito di governo) chiedano al Ministro del lavoro (leader di un partito loro alleato) e dello sviluppo economico (che è la stessa persona) cosa intenda fare per i 22 lavoratori della Cartiera Bormio srl di Ponte Lambro, minacciati di licenziamento e in cassa integrazione da quattro mesi.

Come abitanti della zona e come persone solidali con chi rischia il posto di lavoro non ci sentiamo rassicurati da questa richiesta che lascia aperti troppi interrogativi.

Suggerire come unica soluzione il ricollocamento dei 22 dipendenti (dove e a quali condizioni?) è come dichiararsi sconfitti in partenza lasciando, ancora una volta, mano libera ai padroni della cartiera.

L’attività produttiva può essere mantenuta in questo luogo, dove la carta si lavora da 500 anni, anche perché nella nostra provincia il settore è uno dei pochi che nell’ultimo decennio non ha conosciuto un calo produttivo e ha buone prospettive per il futuro grazie al riciclaggio da raccolta differenziata.

L’attività produttiva può essere mantenuta in questo luogo ammodernando gli impianti, senza cedere al ricatto ‘volete i posti di lavoro? Tenetevi la puzza della macerazione’ per anni imposto dal gruppo Bormio che, anche di recente, lo ha utilizzato per giustificare la chiusura e mantenere intatti il suoi profitti.

L’attività produttiva deve essere mantenuta in questo luogo anche per evitare che si ripeta la solita storia: fabbrica che chiude, proprietari che decidono di guadagnarci anche con i terreni, progetti di speculazione edilizia e pressione sui comuni per cambiare pgt rendendoli ancor meno restrittivi. Tutto in perfetto stile Brianza anni ‘90. E non dimentichiamoci che nella primavera del 2019 anche a Ponte Lambro si andrà al voto per rinnovare il Consiglio comunale”.

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