Ci sono persone che riescono a fare nascere speranza e solidarietà anche dalle tragedie più grandi: Simone Bertelé è un ragazzo di Como che ha perso la vita il 29 aprile 2018 in un incidente in moto, ad Alzate Brianza. I suoi genitori hanno deciso però di onorare il giovane attraverso un gesto di grande generosità, con una raccolta fondi per acquistare defibrillatori da donare ai rifugi di montagna situati nei dintorni del Lago di Como.

LEGGI ANCHE >> Incidente ad Alzate Brianza: ecco chi era il motociclista deceduto

Comasco muore a 26 anni, i genitori raccolgono fondi per l’acquisto di defibrillatori

Simone amava la montagna, la frequentava spesso. Per sostenere il progetto, i genitori hanno partecipato in sicurezza come assistenti a una esercitazione del Soccorso alpino, organizzata dalla stazione del Triangolo Lariano. Un modo per ringraziarli e portarli nel vivo del mondo del soccorso. L’esercitazione è servita per rivedere tutte le manovre che servono per mantenere l’operatività; era presente anche una infermiera del 118 AAT di Lecco, che opera accanto ai soccorritori del Cnsas, in una collaborazione sempre più integrata, con mezzi di soccorso avanzato e di base. I soccorritori, una ventina, erano in parete ai Corni di Canzo, Corno Orientale. Nella simulazione di soccorso a due cordate, il primo capocordata cade e rimane ferito: bisogna recuperarlo in parete e salvare anche il compagno assicurato con lui. Arrivati in cima, i tecnici hanno allestito due linee di calata con diverse tipologie di manovre tecniche di soccorso: calata con ripresa e calata con piastra totem. Raggiunto il ferito, rappresentato da un figurante, un tecnico e un sanitario hanno condizionato il paziente e lo hanno imbarellato. Hanno raggiunto e preso in carico anche il compagno e li hanno portati alla base della parete, per poi proseguire con barella portantina nel bosco fino alla località San Tommaso.

Un gesto importante

L’evento di simulazione fa parte di un programma addestrativo stilato ogni anno alla presenza di due istruttori del Cnsas ma stavolta è stato qualcosa di più significativo: al termine infatti c’è stata la consegna simbolica dei due dispositivi da parte dei genitori di Simone. Per il Soccorso alpino e speleologico è molto importante averli a disposizione perché serviranno per salvare altre vite. I due defibrillatori donati al Soccorso alpino sono ora operativi sugli automezzi di Canzo e di Valmadrera, grazie a Simone e alla magnanimità dei suoi genitori.