Dopo settimane di silenzio dal centrodestra, i sindaci di Como, Cantù e Erba questa mattina hanno riferito alla stampa in merito alla questione Como Acqua.

Como Acqua: “Non è mai stata una questione politica ma tecnica”

Lo hanno ribadito tutti i presenti in modo chiaro. Il blocco, temporaneo o meno, della fusione di Como Acqua non è mai stata una questione politica. Bensì di natura tecnica e di senso di responsabilità verso i cittadini. A sottolinearlo concordemente sono stati il sindaco di Como Mario Landriscina, quello di Cantù Edgardo Arosio e quello di Erba Veronica Airoldi. A loro si sono uniti i rappresentanti delle realtà politiche provinciali, il coordinatore di Forza Italia Alessandro Fermi e quello della Lega Nord Fabrizio Turba.

Loro stessi hanno quindi sottolineato che nel caso le verifiche sulle perizie fatte sulle dodici SOT che devono confluire in Como Acqua fossero confermate, sono pronti a votare con urgenza nei rispettivi Consigli comunali la fusione.

Alessandro Fermi e l’intervento di Regione Lombardia

“Il percorso che porterà al servizio idrico integrato in provincia di Como non è mai stato messo in discussione. E’ un progetto da sempre condiviso – ha spiegato il sottosegretario Alessandro Fermi che ha poi spiegato la situazione attuale – Con senso di responsabilità alcuni sindaci hanno approfondito i passaggi del processo di fusione, in particolare sui conferimenti. Ogni società che confluirà in Como Acqua ha un valore stabilito dalle perizie ma queste ultime non sono state verificate da nessuno. Da qui è nato il blocco da parte di alcune realtà locali alla fusione. Per questo ho richiesto personalmente l’intervento dell’assessore all’ambiente di regione Lombardia Claudia Maria Terzi”.

L’assessore ha accordato l’intervento e in questi giorni alcuni tecnici di Regione stanno vagliando a campione alcune perizie. Entro l’assemblea dei sindaci convocata per il 15 novembre almeno una di queste verifiche sarà terminata e si conoscerà il risultato.

“Tutto questo è stato fatto nell’interesse dei cittadini per partire con il piede giusto con la nuova società per il sistema idrico integrato. Tutti abbiamo l’interesse a portare a termine il processo – ha sottolineato Fermi – C’è un termine per farlo certamente, il 30 settembre 2018, ma non è perentorio. Nel caso in cui subentrassero dei problemi nelle perizie ci sarà la possibilità di chiedere a Regione una proroga”.

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I commenti dei sindaci

“Sono contenta che ci sia la possibilità di avere una risposta documentata e imparziale sulle perizie – ha commentato il sindaco di Erba Veronica Airoldi – Finalmente arriverà una risposta ai dubbi che avevo sottoposto alla Provincia e all’ATO”.

Duplice la questione sottoposta invece da Cantù nelle ultime settimane. “Nel nostro caso in questi giorni stiamo lavorando su due tavoli. Quello sul peso in Como Acqua è stato risolto, anche grazie alla serietà e alla maturità politica del nostro Consiglio comunale che aveva votato quasi all’unanimità il no alla delibera per la fusione – ha spiegato il sindaco canturino Edgardo Arosio – Diverso il tema che affrontiamo oggi sulle perizie. Obiettivo è avere delle risposte ai nostri dubbi, avere il responso su una perizia è meglio di non averne nessuna”.

Presenti il sottosegretario Alessandro Fermi, il sindaco di Erba Veronica Airoldi, quello di Como Mario Landriscina e quello di Cantù Edgardo Arosio
Presenti il sottosegretario Alessandro Fermi, il sindaco di Erba Veronica Airoldi, quello di Como Mario Landriscina e quello di Cantù Edgardo Arosio

L’accordo Como – Cantù

Se sulla questione perizie si dovrà attendere ancora qualche giorno per scoprire i risultati delle verifiche, si è conclusa pacificamente la questione patrimonializzazione e il peso di Como e Cantù in Como Acqua.

Ieri si è riunita la commissione di controllo analogo. L’argomento in discussione è stato la modifica dell’articolo 17 dello statuto che riguarda le quote di voto. In particolare si è trattata la modifica della decisione di far pesare al 100% i residenti e non il patrimonio.

“Tenendo conto delle esigenze di tutti i comuni – ha spiegato l’assessore al Bilancio e alle partecipate di Como Adriano Caldara – Como si è resa disponibile a dialogare. Né Como né Cantù hanno deciso pensando di concedere qualcosa. Sono state prese decisioni di buonsenso nell’interesse di tutti”.

E’ stato quindi deciso che Como non avrà più il diritto di voto del 15% ma del 10%. Resterà socio di maggioranza relativa in quanto riconosciuta città capoluogo. Cantù peserà invece il 9,8% anziché 7,27%. Inoltre la sede legale di Como Acqua resterà a Como, mentre la sede amministrativa sarà a Cantù presso gli attuali uffici di Canturina Servizi. Essi infatti hanno un particolare know how sulla bollettazione e si occuperanno di quella più complessa della nuova società.