Questa mattina, giovedì 6 settembre, il consigliere regionale di +Europa Michele Usuelli, insieme ad una rappresentante di Como Senza Frontiere Anna Francescato, ha effettuato una ispezione al campo governativo di via Regina. Il campo è stato per mesi negli anni scorsi al centro dei dibattito dell’emergenza migranti a Como. Oggi invece difficilmente se ne parla, non essendoci più in concreto un’emergenza migranti; eppure all’interno di quella struttura ci sono ancora molte persone che hanno bisogno di risposte per il futuro.

Centro migranti: +Europa controlla le situazioni in Regione

Il consigliere regionale di +Europa Usuelli, uscito dalla visita, ha spiegato il progetto del proprio gruppo consigliare. “Come gruppo consigliare abbiamo iniziato ieri visitando dei Cas nel Bresciano e oggi venendo qui a Como un percorso che ci porterà in tutta la Lombardia perché la politica ha bisogno di non banalizzare e di approfondire come funziona l’accoglienza. Non siamo più in una fase emergenziale , dobbiamo uscire dalle procedure di emergenza che violano i diritti umani, sprecano soldi e fanno arrivare vicino al mondo dell’accoglienza organizzazioni che lo fanno solo per fini economici.

I famosi 35 euro che vengono stanziati nei Cas per persona per giorno sono adeguati quando sono molto ben utilizzati, ma sono un furto nei confronti dei contribuenti quando le associazioni che vincono le gare d’appalto delle Prefetture abbandonano i migranti in un percorso di disintegrazione, anziché accompagnarli in un percorso di integrazione. Per questo il punto politico non è diminuire i 35 euro ma controllare che siano utilizzati nel modo adeguato”.

Il consigliere regionale di +Europa Michele Usuelli

Il centro di via Regina Teodolinda: “Realtà positiva, non c’è nessuna emergenza”

“La realtà che ho visto oggi è molto positiva. Questo è un centro governativo di accoglienza temporanea, che è diverso dal Cas come dallo Sprar. E’ simile a quello che succede a Ventimiglia perché vicini alla frontiera. Questo è un centro che ha una convenzione con il Ministero dell’Interno, gestito da Croce Rossa Italiana, dove arrivano coloro che vengono respinti o trovati in Svizzera. Addirittura ci hanno raccontato che nel passato venivano recuperati sull’autostrada mentre cercavano di varcare il confine . Alcuni arrivano direttamente dagli sbarchi. E’ un centro che raccoglie per breve tempo tutta una serie di situazioni composite che poi vengono smistate” ha raccontato Usuelli.

“L’emergenza è un’invenzione della politica populista”

“Non si tratta di un centro sovraffollato, ha avuto picchi di 400 persone in passato quando c’era davvero l’emergenza. Oggi ci sono 180 persone. Bisogna quindi uscire dal regime emergenziale che è un’invenzione della politica populista e dobbiamo arrivare ad una gestione ordinaria dei fenomeni. Un posto del genere, per quello che noi abbiamo visto, assolve bene la sua funzione con personale adeguato. Offre un bellissimo servizio di scuola d’italiano, ha la mediazione culturale ma soprattutto un orientamento legale per far capire a chi è ospitato quali documenti richiedere e come approcciarsi alle istituzioni. C’è un servizio mensa, i ragazzi vivono i dei container climatizzati per inverno e estate, c’è un servizio lavanderia”.

“E’ grave non ricevano il pocket money”

“E’ gravissimo però che le persone ospitate non ricevano il pocket money (i 2,5 euro al giorno), ma non per colpa di chi lavora qui, è un problema di regole. Tutti i richiedenti ospitati in centri di accoglienza lo ricevono, ma non chi sta all’interno di questo tipo di strutture. Le persone qui restano poco, al massimo un paio di mesi, a parte casi giuridici particolari, e vengono poi smistate nei Cas. Abbiamo trovato donne incinte, donne con bambini, donne che sono state vittime di tratta”.

“La società civile si faccia avanti”

Quello che manga certamente è un aiuto alla formazione professione, in modo tale che quando escono da questa struttura, i richiedenti asilo abbiamo qualcosa in mano con cui cercare lavoro. Quindi l’appello del consigliere regionale alla società civile: “Le associazioni propongano dei progetti e collaborino con la Prefettura in modo da portare un contributo in più a queste persone”.

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