“Europa senza muri”: la Brianza scende in piazza

Erano più di diecimila, stando alle ultime cifre, i manifestanti che ieri pomeriggio, alle 17, si sono radunati in piazza San Babila a Milano per dare un segnale contro il vertice che tra il ministro degli Interni Matteo Salvini e il premier ungherese Viktor Orban. L’incontro si stava infatti tenendo a sole poche centinaia di metri dal picchetto, nelle stanze della Prefettura di Milano, con la Polizia schierata in tenuta antisommossa ad assicurare che non ci fossero contatti. I partecipanti alla manifestazione, intitolata “Europa senza muri”, sono scesi dunque in piazza per manifestare contro le recenti politiche di chiusura messe in essere dal Governo e contro quella che sembra sempre meno un’amicizia e sempre più una vera e propria alleanza con il gruppo dei paesi dell’est europa di Visegrad, da sempre contrari al sistema di redistribuzione dei migranti in Europa.

Tanti i gruppi e le realtà presenti, per lo più legati alla vita sociale e associativa del territorio. In prima fila il comitato “Senza Muri” e il gruppo de “I sentinelli di Milano”, che già nello scorso giugno si erano mobilitati per un raduno nato davanti a Palazzo Marino. Ma accanto a loro ieri in piazza San Babila c’erano anche la CGIL, Acli, Arci, Agedo, Amnesty International, Amref, Anpi, la Comunità di Sant’Egidio e tante altre associazioni e realtà.

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Anche la Brianza era presente in forza con le sue associazioni: il gruppo “Brianza Antifascista e Antirazzista”, il Circolo Arci Noerus di Como, il Coordinamento Comasco No Omofobia, Desio Città aperta, Donne democratiche Monza e Brianza, Legambiente Desio, Rete Como senza frontiere, Associazione Ventimila leghe di Sesto San Giovanni e tanti altri. Accanto a questi gruppi anche diversi rappresentanti di partiti e movimenti politici del territorio: dal Partito Democratico a Leu, da Possibile a Più Europa.

Sul piccolo palco improvvisato sul retro di un camioncino, tanti interventi hanno accompagnato il raduno: dagli esponenti della rete della solidarietà milanese ai rappresentanti di chi ogni giorno si impegna per salvare vite in mare, ma anche tanti profughi e rifugiati che hanno raccontato la propria esperienza e la propria testimonianza. “Ministro Salvini, non ci riporterai nel medioevo dei diritti” ha aggiunto l’assessore milanese alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino. Al grido di “restiamo umani” i manifestanti hanno poi intrapreso un corteo pacifico fino a Porta Venezia, dove la manifestazione si è conclusa.

dal nostro collaboratore Simone Trabuio