Fare foto con lo smartphone ai libri custoditi in biblioteca a Como costa caro. Un euro a pagina, per l’esattezza. Un costo che fa quasi venir voglia di andare a comprare il libro.

Fare foto con lo smartphone ai libri costa caro

A fine marzo la Giunta guidata da Mario Landriscina ha approvato il nuovo regime tariffario per i servizi cultura, musei, biblioteca e turismo per l’anno 2018. Un atto ordinario che ha previsto qualche aumento e qualche cambiamento nel settore ma che ha anche approvato un costo molto “strano”: un euro per ogni foto autoprodotta nel settore. Ciò significa che se un utente, magari uno studente, si reca in biblioteca per studiare e fotografa le pagine di un libro per averlo a disposizione anche a casa, deve pagare un euro a pagina. Neanche ai tempi della cara vecchia fotocopiatrice. Certamente non la filosofia della biblioteca che vuole rendere disponibile gratuitamente la cultura.

Un costo che non è passato inosservato all’occhio di Fulvio Anzaldo, consigliere di minoranza della lista Rapinese Sindaco. Non a caso lo scorso 19 aprile, in occasione del Consiglio comunale, ha presentato un’interrogazione a riguardo alla Giunta, che però ancora non ha ricevuto risposta. “Il decreto nazionale concorrenza approvato lo scorso anno a livello nazionale stabilisce la gratuità delle foto autoprodotte, purché non ci sia contatto fisico, come nel caso di uno scanner – ha spiegato Anzaldo – A Como invece si chiede un euro a pagina. L’obiettivo del decreto nazionale è quello di rendere la cultura accessibile a tutti mentre con iniziative di questo genere si pongono importanti limiti agli utenti della biblioteca. Presenterò una mozione affinché venga modificata la delibera”.

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