La prima è stata Doki. Erano gli anni Settanta. Fausto Longoni, classe 1947, aveva scelto di adottare un cane. Non avrebbe mai sospettato che quella decisione si sarebbe poi rivelata l’inizio di un amore che dura tuttora, oggi più forte di quando è cominciato.

Fausto “balla coi lupi”

Dalla sua abitazione di via Po a Mariano Comense, per oltre 40 anni, sono passati tanti pastori tedeschi. In pratica una cucciolata ogni quattro anni. «Non farmi pensare a tutti i miei cani che mi commuovo – ci confida Fausto, con la voce che si incrina – Sono dei compagni di vita, membri della famiglia, ognuno di loro ha un posto nel mio cuore, anche se non c’è più». Intanto che Fausto racconta Perla, Viola e Vello, un cucciolone di sei anni, con l’energia di un atleta, lo osservano, pronti a scattare a un suo cenno, a un richiamo di comando, a una semplice mossa del braccio. Nel cortile di casa attorniano il loro padrone come statue, custodi affidabili, veri e propri guardiani. Ci vuole un attimo per conoscerci, annusarci e farsi accettare. Dopo la reciproca diffidenza iniziale l’intesa scatta e i tre pastori tedeschi da sentinelle che difendono il proprio territorio si concedono alle coccole e ai giochi.

Dedizione e rispetto reciproco

Sono tutti e tre cani addestrati e selezionati. «Un cane addestrato è un cane che per il suo padrone si farebbe anche ammazzare – continua Fausto – E’ un animale che è sotto controllo che, se si sa come prenderlo, non ti tradirà mai. I pastori tedeschi, al contrario degli esemplari di altre razze, sono duttili, questa è la cifra della loro intelligenza. Sono stati selezionati per difendere le greggi dai lupi. Sono potenti, forti e soprattutto capaci di lavorare. Ti danno tanto e riescono a imparare molto e in fretta. Ma chiedono dedizione e soprattutto rispetto».

Le gare

Fausto sono anni che fa partecipare i suoi cani a diverse tipologie di gare: da quelle di bellezza, a quelle in grado di testarne l’ubbidienza, il coraggio, il fiuto, la destrezza, l’agilità. «Sono occasioni per formarli – racconta – e per sviluppare il loro carattere, per renderli in grado di aiutare anche l’uomo come accade nei gruppi cinofili che operano negli scenari di emergenza e sul nostro territorio». Non per niente Fausto è volontario proprio per il gruppo della Croce Rossa di Montorfano. Vello ha seguito i corsi per poter intervenire nella ricerca persone o ad esempio in zone colpite dai terremoti. «Servono sempre nuovi volontari in questo campo, l’impegno non è mai abbastanza».

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La prova di coraggio

E poi, in mezzo a tutti questi racconti, arriva la dimostrazione che le chiacchiere contano, ma, con cani come questi, sono i fatti che parlano. Assistiamo a una prova di coraggio: vediamo Vello in azione. La scena è quella di una possibile intrusione di un estraneo nel suo territorio.
Fausto indossa una protezione al braccio sinistro e nella mano destra tiene una piccola frusta. Appena la fa schioccare Vello lo attacca e gli addenta il braccio protetto. Con un morso ben assestato il pastore tedesco potrebbe fratturargli l’osso del braccio. Ma improvvisamente molla la presa e si acquieta quando Fausto con fermezza e a voce alta gli intima di fermarsi.

“Non ti abbandonano mai”

«Non ci sono cani killer – ci dice – ci sono cani non addestrati, ci sono cani maltrattati e ci sono padroni che non hanno la passione di crescerli con dolcezza e fermezza allo stesso tempo». Perché amare un animale non è per niente cosa semplice e non è cosa da tutti. «Ma vale sempre e comunque la pena, loro ti ripagano di ogni sforzo. Non sono falsi e non ti abbandonano mai».

Laura Mosca

(Giornale di Cantù, sabato 9 febbraio)